Ana e il mistero della paternità, spunta un ex: “Il bambino era mio”

Il bambino che la giovane Ana (la ragazza di 30 anni uccisa in provincia di Palermo dall’amante molto più grande di lei) portava in grembo probabilmente non era del suo killer.

Un colpo di scena di cui il Giornale di Sicilia ha parlato all’interno di un recente articolo. Gli aggiornamenti provengono dalle testimonianze di un uomo e di sua figlia: Giuseppe e Michela Durante. I due hanno dichiarato che il bimbo non fosse in realtà dell’imprenditore killer, come invece quest’ultimo aveva dichiarato cercando di “giustificare” il suo gesto efferato.

La ragazza avrebbe rivelato a Michela di essere in attesa del figlio di suo padre, con il quale aveva intrattenuto una relazione durata 3 anni. Il rapporto tra i due sarebbe finito poco prima che Ana sapesse di essere in dolce attesa. Michela ha dichiarato:

“Sapevo che era incinta di mio padre”

Ana: chi è il padre del bimbo che portava in grembo?

Giuseppe Durante, in lacrime, si sente in colpa per quanto accaduto ad Ana ed al bimbo ucciso ancora prima di venire al mondo:

“Io amavo Ana, ma sapevo che prima o poi sarebbe finita per via della differenza d’età”

Precisiamo che Giuseppe ha 59 anni, mentre Ana era solo una giovane di 30. Durante ha aggiunto che la ragazza le rivelò che il bimbo che aspettava era suo. Giuseppe aveva promesso alla 30enne che si sarebbe assunto le responsabilità una volta che il piccolo fosse venuto al mondo. Il rimorso principale del 59enne è quello di non essere riuscito ad aiutare Ana, nonostante si fosse accorto che ultimamente fosse “diversa”.

Nel corso di un’intervista al programma Mediaset Quarto Grado, Giuseppe Durante ha dichiarato:

“Da tre anni amavo Ana e la rispettavo. Era una bambina che aveva bisogno di tanto aiuto. Anche sua mamma l’adorava”

Giuseppe Durante ha inoltre aggiunto di non avere nulla di cui vergognarsi. Anche se non convivevano i due sarebbero stati compagni a tutti gli effetti. Tuttavia, l’uomo era consapevole che, a causa della differenza di età, quella relazione sarebbe dovuta terminare prima o poi. Sarebbe stata la stessa Ana a dire a Giuseppe che il piccolo che portava in grembo fosse il suo.

La tragedia che ha scosso le comunità di Giardinello e Partinico si è consumata pochi giorni dopo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una ragazza uccisa nel fiore degli anni, un caso risolto dagli inquirenti in meno di 24 ore. Tuttavia, c’è ancora molto da approfondire sull’omicidio di Ana. Le indagini proseguono.