Bilinguismo: una marcia in più!

Ecco cosa significa saper parlare due lingue!

Lo avete sempre pensato, ma non ci avete mai creduto fino in fondo? Ecco la conferma: il cervello di chi parla due o più lingue ha una marcia in più! A dimostrarlo è uno studio della Northwestern University in Illinois secondo il quale la capacità di parlare due lingue affina le capacità reattive del cervello , le reazioni uditive, migliora l’attenzione e la memoria e rende più spigliata la capacità di prendere decisioni in tempi brevi.

Gli studiosi si sono chiesti, infatti, quali fossero le conseguenze del bilinguismo sul cervello e se queste potessero essere paragonate a quelle già ben note legate allo studio musicale, quest’ultimo, infatti, migliora l’elaborazione del suono da parte del cervello proprio grazie ad un arricchimento delle capacità sensoriali.

La sensazionale scoperta è stata che, analogamente allo studio musicale, anche il bilinguismo affina le capacità uditive permettendo, così una più veloce assimilazione dei suoni provenienti da lingue diverse. “Si fanno puzzle e parole crociate per mantenere la mente lucida” hanno spiegato gli studiosi “Ma i vantaggi che abbiamo osservato in chi parla due lingue vengono in automatico, semplicemente per il fatto di conoscere e usare due idiomi“.

Unitamente a questo, si ha un notevole miglioramento della capacità di attenzione: “Nei bilingui l’attenzione si affina grazie all’esperienza e il loro sistema uditivo diventa più efficiente nell’elaborazione automatica dei suoni” spiega Andrea Marini, docente di Psicologia del linguaggio e della comunicazione all’Università di Udine  “e la cosa interessante è che tutto avviene in modo implicito, senza alcuno sforzo“.

Lo studio, infatti, condotto su un campione di adolescenti bilingui (inglese e spagnolo) e monolingui (inglese) ha confermato tutte le ipotesi. All’ascolto di una sillaba, “da”, in condizioni normali il cervello di entrambi ha risposto nello stesso modo mentre, in condizioni di “disturbo” sonoro la materia grigia bilingue è riuscita a distinguere le caratteristiche del suono molto meglio di quella monolingue.

In conclusione, spiega il professore, i bambini con un bilinguismo di nascita incontrano una iniziale difficoltà nel venire in contatto con due idiomi diversi ma, con il tempo, “affinano diverse qualità rispetto a chi non viene messo di fronte a questa prova, come i monolingui”

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"Voglio diventare poliglotta" cantavano allo Zecchino d'Oro anni fa. Ne ho fatto il mio motto. Studio lingue e mi interesso di musica e arte. Ho una mente che produce sogni che metterebbero in difficoltà Freud. Devo ancora capire se sia un pregio o un difetto. Intanto ci scrivo su. WARNING: NON sono gradite copie, al massimo CITAZIONI. Thank's!