Il virtuoso rapporto degli italiani con la raccolta differenziata. Mancano però gli impianti

raccolta differenziata
Rifiuti per strada

Dal  Rapporto Rifiuti Urbani 2019 di Ispra emerge che, nonostante l’aumento della produzione di rifiuti urbani sia in aumento, il loro smaltimento, ad eccezione del Centro, è ostacolato dall’assenza di impianti sufficienti.

Troppi Rifiuti. Nel 2018 sono circa 30,2 milioni le  tonnellate di rifiuti urbani prodotti (2,7% in più rispetto al 2017). Questo incremento assume un valore aggiunto se solo si considera che, la stessa  produzione pro capite,  ha subito un aumento del 2,2 %, ossia 500 kg per abitante. Il Centro Italia rappresenta la zona più produttiva (549 kg per abitante), mentre il Nord si ferma a 517 Kg e il Sud a 449.

Gestione. In termini gestionali l’impatto di questi numeri produce degli effetti ben precisi. Al recupero del materiale organico segue il conferimento in discarica , il trattamento biologico delle porzioni organiche e l’incenerimento. Un processo, quindi, che segue delle dinamiche ben precise, quasi equiparabili ad una catena di montaggio, in cui la deficienza  di un solo fattore ne può pregiudicare la riuscita.

Nel caso specifico il conferimento dell’organico presso le discariche ha subito una notevole diminuzione a livello nazionale (-6,4%) ad eccezione del  Centro in cui si registra, invece,  un aumento del 4,3%. In termini, quindi, esclusivamente numerici, sono 127 le discariche presenti sul territorio nazionale che  hanno ricevuto materiale organico: 56 al nord, 25 al Centro,e 46 al Sud.

La virtuosità della raccolta differenziata.  Sette regioni italiane su venti, nel 2018, si sono distinte per la raccolta differenziata raggiungendo l’obiettivo, previsto dalla normativa in materia, del 65%. Stiamo parlando del Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%), Marche (68,6%), Emilia Romagna (67,3%), Sardegna (67%), e Friuli Venezia Giulia (66,6%). Anche il Sud fa la sua parte con un aumento percentuale del 4,2% con la Sicilia (+7,8%), Molise (+7,7%), Calabria (+5,6%),e Puglia (+6%). Ma, nonostante l’impegno,  il miglioramento non è sufficiente a far avanzare le quattro regioni dalle ultime posizioni a livello nazionale.

Pochi impianti per trattare l’organico. La maggiore produzione di rifiuti è quella organica, a cui seguono carta e cartone, vetro e plastica. Ma in molte regioni gli impianti scarseggiano, di conseguenza i rifiuti vengono dirottati altrove. Il disagio è maggiormente tangibile  in Campania (con circa 487 mila tonnellate) e nel Lazio (con 270 mila tonnellate). Ma dove vengono trasportate? In Veneto e Friuli Venezia Giulia che, rispettivamente, accolgono quelle provenienti dalla Campania e dal Lazio.

Incremento della differenziata e aumento del costo al Sud. Il costo medio nazionale pro capite si aggira intorno ai €174,65 annui, per abitante. Questa media nazionale è più onerosa al Centro dove il peso tributario è di circa €208,05, segue il Sud con €186,26, mentre al Nord è pari ad €154,47.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!