Giuseppe Povia, razzista e omofobo, Panico per l’invito al Carnevale di Fano 2020

Giuseppe Povia

Giuseppe Povia, bufera per l’invito al Carnevale di Fano 2020

Il comitato organizzativo del Carnevale di Fano 2020 ha invitato il celebre cantante Giuseppe Povia alla terza giornata di sfilate. Non sono mancate le polemiche e le critiche, arrivate da esponenti del PD e di In Comune: “E’ un razzista e un omofobo”.

Giuseppe Povia: le dichiarazioni incendiarie

Il cantante salì alla ribalta nel 2013, quando partecipò al Festival di Sanremo con la canzone “I bambini fanno oh”.  Da allora, più che per meriti musicali è stato notato e criticato per le dichiarazioni incendiarie declamate sui social network.

Nel tempo, si è scagliato contro l’immigrazione, assumendo posizioni radicali e sostenendo la causa dell’ex ministro Salvini. È passato poi a critiche riguardo la comunità omosessuale, dichiarando che è possibile modificare con apposite terapie il proprio orientamento sessuale.

Da ultimo, si è allineato a posizioni antivacciniste: nel 2017 ha anche partecipato a una manifestazione a tema a Pesaro. È noto che le teorie no-vax non abbiano fondamento scientifico e vengano usate da alcuni attivisti per manipolare la popolazione. Il Partito Democratico di Fano, per queste dichiarazioni, ha dichiarato che cercherà di far revocare la partecipazione e si accerterà che il cantante non venga pagato. Sostiene la stessa linea l’associazione In Comune, come dichiarato al Resto del Carlino.

Giuseppe Povia: la polemica diventa politica

Da un lato, l’organizzazione dell’evento sostiene la professionalità del cantante. E dichiara anche che abbia scritto una delle più belle canzone dedicate all’infanzia. Questo dovrebbe essere sufficiente a motivare la sua partecipazione all’evento, rivolto appunto specie ai più piccoli. Il comitato organizzativo chiede di tenere la politica lontana dalla discussione.

Dall’altra parte, il Partito Democratico e le associazioni liberali della città non possono assecondare la scelta. Che, a loro dire, metterebbe a rischio la libertà dei cittadini di vivere l’evento senza essere giudicati. E per forza di cose la partecipazione di Giuseppe Povia diventa argomento politico.

Come sostenuto dagli esponenti del partito, non è un bene che un dispensatore di giudizi che sposa ogni teoria del complotto esistente sia invitato all’evento. La polemica rimane su toni molto accesi, e nelle prossime settimane si capirà quale delle due fazioni la spunterà.

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