Ezio Bosso e la lezione sulla disabilità: “E’ solo per chi…”

Ezio Bosso dà una lezione sulla disabilità
Ezio Bosso

Ezio Bosso racconterà il compositore russo Čajkovskij questa sera in Che Storia è la Musica

La diversità non è un limite, ma un valore, in grado di colorare il nostro mondo. E il grande artista Ezio Bosso ce lo insegna. Il 25 dicembre in Che Storia è la Musica (alle ore 21.20 su Rai Tre) racconterà il compositore russo Čajkovskij, che più amò il Natale.

Come riporta la Rai nel comunicato stampa diramato l’opera vede, oltre a Bosso e ai propri ospiti, parteciperanno l’Orchestra Europa filarmonica, da lui costituita, il Coro filarmonico Rossini di Pesaro e l’Orchestra filarmonica di Benevento, al Teatro dell’Unione di Viterbo.

Sulla scelta del repertorio – spiegano da viale Mazzini – il direttore e l’orchestra fanno fronte ad una dura sfida, che incide pure sul pubblico e gli ospiti, i quali rievocheranno il loro rapporto con la musica. Una sinfonia che il geniale Ezio Bosso svela e ricompone personalmente secondo i suoi meccanici costruttivi, in un viaggio esplorativo fino ai gangli vitali della musica.

Finale palpitante

Un’esperienza da vivere, che culminerà in clima di festa una serata ad alta tensione emotiva. Lo sforzo fisico e intellettuale di dare pieno risalto alla grande bellezza delle sonorità musicali verrà vissuto dai telespettatori come magica levità. Non ne dubitiamo: anche l’imminente sfida Ezio Bosso saprà superarla brillantemente.

Dal 2011 convive con una sindrome neurovegetativa, ma non ha mai rinunciato alla passione principale. In questi anni ha più volte sottolineato di ripudiare le etichette. La malattia non lo definisce e ad ogni performance lo prova con magnifica maestria.

Ezio Bosso: la malattia non definisce l’artista

La disabilità è negli occhi di chi osserva, perché – proseguiva – il talento rimane sempre talento e le persone restano sempre ruote, con le ruote o senza.

Al pubblico accorso per incontrarlo alla Fiera del Levante ha detto addio al piano, tuttavia la musica sarà sempre un pilastro dell’esistenza perché gli trasmette emozioni positive e – come dichiarò tre fa in un’intervista per il Rolling Stone – se lo fa star bene, si augura che sappia fare altrettanto con chi lo ascolta.

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