Edoardo Stoppa amico degli animali ma se li mangia. Cosa ne pensate?

Credo di non essere l’unica a scegliersi bene gli amici. E credo pure di non essere l’unica a ritenere che dire ‘buoni amici’ non sia da intendersi buoni da mangiare. Perché non devo certo arrivare io a scoprire la cosa più ovvia che esista: chi trova un amico trova un tesoro; non certo una tavola imbandita.

Pare invece che l’inviato di Striscia la Notizia che si dichiara un convinto amico degli animali, fino a difenderli ad ogni costo, beccandosi pure belle botte, abbia la bizzarra abitudine di mangiarsi i suoi tanto cari ‘amici’. Edoardo Stoppa non si dice, infatti, amico dei cani e dei gatti, ma di tutti gli animali. Vorremmo quindi chiedergli se nella categoria dei suoi protetti rientrino o meno bovini, suini, ovini e pesci. A dire la verità molti sono stati i servizi a tutela di animali da allevamento ma a quanto pare la sua preoccupazione si è fermata a garantire a bovini e suini un’esistenza ‘passabile’ fino alla data prossima della macellazione, dopo la quale i cari amici diventeranno un piatto succoso nella mensa di Mediaset. Molti sono le voci che difendono Edoardo Stoppa dal malcontento animalista e vegano, che grida allo scandalo dopo le dichiarazioni dell’inviato di Striscia a favore dei cacciatori (purché in regola) e dopo la pubblicazione di foto come quella in cui  addenta lo stinco arrosto appartenente a uno dei suoi ex amici. I sostenitori dell’inviato Mediaset ritengono che amare gli animali non significa necessariamente essere vegetariani o vegani. “Si può essere contro i maltrattamenti anche mangiando carne” si legge tra i commenti sulla sua pagina facebook.  Su questo non c’è dubbio; non c’è dubbio che rispetto ai seviziatori di animali, a quelli che danno fuoco ai cani randagi o che li massacrano a bastonate, agli allevamenti intensivi nei quali le vacche non vedono il sole e vengono fatte spostare a suon di scosse elettriche, rispetto a chi scuoia cani, volpi o conigli ancora vivi per farne delle pellicce, rispetto alla barbarie gratuita, chi è contro queste azioni benché carnivoro è certo un male minore. Ma mangiare la carne proveniente magari dagli stessi allevamenti che ti indignano, portare una giacca di pelle senza nemmeno sapere la procedura con la quale quella pelle o quel pelo viene tolto, è un atto colpevole e complice. Basterebbe fare ordine nelle definizioni e con le parole: chi ama gli animali non li mangia. Tutte le argomentazioni contrarie sono solo retorica. Mentre sarebbe più giusto ammettere il proprio specismo, o il proprio amore esclusivamente rivolto agli animali domestici e non a quelli che per cultura sono destinati alla tavola. Questa onestà sarebbe rispettosa nei confronti di chi gli animali li ama veramente; non si può amare qualcuno considerandolo inferiore a noi. Quello che causa Edoardo Stoppa dichiarandosi animalista davanti a milioni di spettatori salvo poi postare foto mentre sta per sbranare un animale ucciso dall’uomo, è un colossale fraintendimento e un’ altrettanto grave manipolazione dell’opinione pubblica che sarà portata a concepire il rapporto con gli animali sempre dall’alto verso il basso e sarà incoraggiata a comportarsi con i non-umani come un padrone clemente ma pur sempre un padrone a cui spetta il diritto di uccidere e cibarsi di chi ritiene inferiore. Il problema sollevato dalle associazioni animaliste antispeciste e vegetariano/vegane riguarda dei distinguo che è obbligatorio fare per non confondere le idee alle persone; far passare il messaggio che gli animalisti si mangiano gli animali e ne alimentino lo sfruttamento, vanifica lo sforzo di tante persone che non lavorano sotto i riflettori come Stoppa ma che fanno altrettanto bene e seguono uno stile di vita dedito all’amore verso gli animali, di qualsiasi specie. Molti frequentatori di social network che non condividono l’animalismo, utilizzano l’incoerenza di Edoardo Stoppa come principale argomentazione per criticare l’operato di quelli che chiamano con spregio ‘animalari’.

Nonostante siano state apparentemente tante le battaglie vinte grazie a Striscia la Notizia, ricordiamo che a sfondare le reti di Greenhill non c’era il bel Edoardo ma decine di attivisti che hanno rischiato e rischiano tuttora sanzioni penali per avere liberato i cani dall’allevamento. Ragazzi e ragazze che agiscono senza ricevere premi e compensi da star. Per vincere la grande battaglia e sensibilizzare l’essere umano al rispetto sincero della vita senziente è necessaria ben altra consapevolezza e ben altro impegno, caro Edoardo Stoppa. Se vuoi fare il vero amico degli animali, guarda negli occhi un maiale mentre macellano il compagno davanti a lui e pensa che tutto ciò si fa per il tuo ‘diritto al prosciutto’.

 

Valentina Rubini – Le metamorfosi di K

 

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