Emanuela Orlandi, la telefonata misteriosa: svolta nel caso?

Sono passati quasi 37 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, la ragazzina cittadina vaticana sparita a Roma nel giugno del 1983 e mai più ritrovata. A così tanti decenni di distanza, una misteriosa telefonata potrebbe far riaprire il caso.

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli USA, ha pronunciato parole sconvolgenti nel corso di un’intervista, le cui parti salienti sono riportate dal settimanale Giallo.

Il prelato ha dichiarato che la sera del rapimento della 15enne si trovava assieme a monsignor Sandri in ufficio, nella segreteria di stato. Intorno alle 20:00, Viganò ricevette una chiamata da parte di padre Panciroli, che all’epoca rivestiva la carica di direttore della sala stampa vaticana. Questi avvisava dell’arrivo di una telefonata anonima che informava del rapimento di Emanuela.

Emanuela Orlandi: Viganò testimone di un fatto eclatante

Carlo Maria Viganò ha quindi riferito di essere stato testimone diretto di un evento accaduto nel 1983, ma reso noto solo negli ultimi tempi. Un fatto clamoroso che potrebbe portare ad una svolta il caso di scomparsa di Emanuela Orlandi.

A poche ore dalla sparizione della ragazzina, quando nessuno sapeva ancora del suo presunto rapimento, in Vaticano giunse una telefonata da parte di un ignoto individuo. A 37 anni di distanza, non è dato sapere chi fosse, ma una cosa è probabile: si trattava del rapitore di Emanuela.

Una moltitudine di bugie e depistaggi

Emanuela Orlandi era figlia di un dipendente del papa. La sua scomparsa avvenne il 22 giugno 1983 intorno alle 20:00, poco dopo essere uscita dalla scuola di Sant’Apollinare a Roma.

Da quel giorno, per quasi 30 anni, gli investigatori batterono innumerevoli piste, in seguito rivelatesi infondate: le versioni (innumerevoli e discordanti) di Alì Agca, la banda della Magliana (con le visionarie dichiarazioni di Sabrina Minardi) e l’altrettanto surreale racconto di Marco Fassoni Accetti.

Accetti, fotografo e regista romano, fece ritrovare un flauto, dichiarando che appartenesse ad Emanuela. Sempre Accetti dichiarò di essere stato il rapitore di Orlandi e Mirella Gregori. Questa era una ragazza abitante nella capitale, coetanea di Emanuela, anche lei scomparsa in circostanze misteriose alcuni mesi prima della 15enne cittadina vaticana. Da sempre si è ipotizzato un collegamento tra i due casi di sparizione.

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