‘Ho preso una decisione sulla tv…’: Massimo Giletti cambia vita dopo la morte del padre

Massimo Giletti

La morte del padre di Massimo Giletti

Ad inizio mese Massimo Giletti è stato colpito da un gravissimo lutto: la perdita del padre Emilio. Quest’ultimo, che aveva 90 anni era un noto imprenditore ed morto a causa di aneurisma cerebrale. Una grave perdita che ha segnato la vita del giornalista torinese che, stando alle sue parole era legatissimo al genitore.

C’è da dire, però, che negli anni tra i due ci sono stati degli alti e dei bassi. A rivelarlo è stato lo stesso conduttore di Non è l’Arena al magazine DiPiù. Nello specifico padre e figlio non si sono rivolti la parola dopo che quest’ultimo ha lasciando l’azienda tessile di famiglia per rincorrere il suo sogno: il giornalismo. Poi si sono riappacificati e ora dopo la dipartita del signor Emilio, il piemontese ha preso una decisione molto importante sul suo futuro.

La decisione di Massimo Giletti

Intervistato dal periodico DiPiù, Massimo Giletti ha confessato che dopo la morte dl madre, sua madre Giuliana sarà il fulcro della loro famiglia. Quindi andrà a trovarla più spesso nel biellese, ma nello stesso tempo non abbandonerà la televisione.

Dividerà la sua settimana, nella prima parte nell’azienda di famiglia, con i suo fratelli, mentre nella seconda parte a Non è l’Arena, il programma d’approfondimento che da un paio d’anni conduce su La7. Questa iniziativa è un dono che fa in onore del signor Emilio che per anni si è dedicato alla Giletti S.p.a. e a tutti gli operai che vi lavorano.

Nel corso dell’intervista il conduttore ha detto che il genitore fu molto felice quando lasciò la tv di Stato all’emittente di Urbano Cairo. Una delle sue ultime passeggiate insieme il 90enne gli disse di non mandare in malora l’azienda tessile fondata nel 1800.

Chi era Emilio Giletti?

Per chi non lo sapesse, la Giletti Spa è un’azienda dove vengono prodotti dei filati ed è conosciuta in tutti i Paesi del mondo. Ma il padre di Massimo Giletti, il signor Emilio, era popolare anche per qualcos’altro.

Infatti durante la sua giovinezza era un pilota d’auto. Negli Anni Cinquanta, infatti, l’imprenditore ha partecipato a circa venticinque gare, correndo principalmente per due case automobilistiche molto importanti: Ferrari e Maserati.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!