Corruzione: Giudice di Catanzaro arrestato, “Sentenze manovrate per soldi, regali e prestazioni sessuali”.

Corte di Appello di Catanzaro
Corte di Appello di Catanzaro

Corruzione, giustizia e impunità – E’ stata arrestata una toga di spicco: Marco Pretini, presidente della II sezione della Corte d’Assise d’appello di Catanzaro. La doppia inchiesta è stata condotta dalla Guardia di finanza di Crotone e coordinata dalla Procura di Catanzaro e dalla Procura di Salerno.

Inoltre tra gli arrestati figurano due avvocati, uno appartenente al foro di Catanzaro, Marzia Tassone a cui sono stati dati gli arresti domiciliari.  L’altro arrestato risulta essere un avvocato di Locri, Francesco Saraco.

Chi stipendiava direttamente, secondo gli inquirenti i tre arrestati un medico in pensione, Emilio, detto Mario. Era l’insospettabile pensionato che riforniva i togati di cadeax a base di cassette di pesce e champagne. I tre  non disdegnavano però regali in danaro, con mazzette per 500€.

Come ricostruito dalla Dda, il magistrato veniva pagato perché i processi, civili , le cause tributarie e le sentenze fossero emessi dal giudice in loro favore per terze persone. Secondo la procura di Salerno i provvedimenti richiesti al magistrato erano diretti per ottenere, assoluzioni o consistenti riduzioni di pena.

Corruzione e intercettazioni

Nelle intercettazioni del 17 ottobre del 2018 lo stesso magistrato comunica all’intermediario il suo interessamento circa “il vitalizio sospeso” all’ex consigliere regionale Giuseppe Tursi Prato. Il magistrato secondo quanto registrato, si presta a che gli venga restituito il vitalizio. Il compenso? Un anticipo di 500 € una vacanza n una struttura in Valle d’Aosta di Falzetta.

Nella registrazione avvenuta nell’ambito dellle indagini di corruzione il magistrato ignaro di essere intercettato dice. “Mario (Santoro, ndr) di’ all’amico tuo che è amico mio che giorno 12 si fa… lui la causa l’ha vinta al 1000 per 1000“.

Durante una visita a casa del magistrato, mentre l’ex politico Giuseppe Tursi Prato attendeva in macchina, tramite un intermediario, venivano consegnate due cassette in cui c’erano gamberoni e merluzzi del valore di 350 €, una bottiglia di champagne e clementine.

I regali stavano a ricordare la causa del Tursi, il quale è stato condannato nel 2004 alla pena detentiva di 6 anni di reclusione con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e che per ovvi motivi era stato privato del relativo assegno vitalizio per la carica rivestita,

In precedenti incontri avvenuti tra dicembre 2018 e gennaio 2019 il magistrato Pretini assicurava la decisione favorevole del ricorso. L’inchiesta è stata trasferita per competenza a Salerno a causa del coinvolgimento del magistrato.

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