Raffaella Fico presenta il suo primo album, Rush

Raffaella Fico cambia vita. Cresciuta negli ultimi anni (questa le parole della show girl) e dopo le vicende personali con il calciatore Mario Balotelli, si prepara a vestire i panni di cantante. Una passione cresciuta nel corso degli anni che diventa un lavoro. Mentre noi chiudiamo gli occhi e soprattutto le orecchie.

Raffaella Fico cantante? Sì, la Fico ha pubblicato il suo primo album, Rush, il 21 ottobre. E lo presenterà dal vivo il 17 dicembre al Teatro della Luna, a Milano. 

Durante l’evento è stata fotografata con abito coloratissimo e sorriso a trentadue denti, accanto al compagno Gianluca Tozzi, figlio di Umberto Tozzi e co-produttore dell’album.

Un sogno che diventa realtà o un totale fallimento? La sola cosa di cui siamo certi è che non ci si improvvisa cantanti. Non cantanti veri, almeno. La Fico afferma di aver studiato, di essersi preparata a questo momento, ma lo è veramente? Ascoltando il suo album di debutto non possiamo fare a meno di pensare: e tutti gli altri? Francesco De Gregori, i Tiromancino, Vasco Rossi, Massimo Ranieri, Fabrizio De André, gli U2, i Cold Play, i Pink Floyd, Pino Daniele, i Subsonica, Max Gazzè, Giorgia, Fiorella Mannoia, ciò che è stato e sempre sarà il grande Lucio Dalla. Cosa dovremo aspettarci adesso entrando in un negozio di dischi? Troveremo, accanto a un cd di Fiorella Mannoia, il primo album (e speriamo che sia l’ultimo) di Raffaella Fico? E’ questa la musica che adesso vogliamo? E’ questa la musica che entrerà nelle nostre case e che uscirà dalle nostre radio? Una musica (mi perdonino i grandi e veri artisti) ripetitiva, parole senza senso e una voce insignificante. Ecco la nuova promessa della musica italiana. 

Una valletta, showgirl e adesso cantante. E poi? Un premio Nobel per la Pace? Una laurea in medicina? Concerti dal vivo? Nuove canzoni? E scritte da chi? Da Raffaella Fico? Non me ne vogliano i fan della showgirl, ma questa donna, su un palco a cantare dal vivo, e quella canzone poi, è fuori da ogni logica.

E ora, “ai posteri l’ardua sentenza”… 

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!