Sarah Scazzi: perché Sabrina e Cosima non usciranno mai dal carcere?

Sabrina Misseri e Sarah Scazzi
Sabrina Misseri e Sarah Scazzi

La presunta verità riguardo i 42 giorni di bugie e depistaggi sulla morte di Sarah Scazzi potrà essere accettata solo in caso che le condanne di Ivano Russo e degli altri imputati vengano confermate in appello e in cassazione.

Sicure invece le responsabilità dell’omicidio della 15enne da parte di Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Madre e figlia uccisero la ragazzina il 26 agosto 2010.

Dopo di ciò, le due donne inscenarono un rapimento per allontanare l’attenzione dei media e degli inquirenti da loro. Sabrina e Cosima stanno attualmente scontando l’ergastolo, ma sperano ancora in una revisione del processo tramite la corte europea dei diritti umani.

Sarah Scazzi: flebili speranze per Cosima e Sabrina

Sabrina Misseri e Cosima Serrano sperano di dimostrare di essere state vittime di un errore giudiziario. Il settimanale Giallo ha tuttavia spiegato come questa sia una speranza flebile. Non bisogna infatti dimenticare come il processo per l’omicidio della 15enne sia stato caratterizzato da oltre 3000 pagine di motivazioni tecniche.

Come se questo non bastasse, una moltitudine di giudici ha espresso lo stesso parere sulla vicenda. In tutti e tre i gradi di giudizio, la sentenza è stata la stessa: Sarah fu uccisa dalla zia e dalla cugina. Sempre secondo i magistrati, Sabrina non ha diritto a sconti, in quanto ella pianificò freddamente il delitto. La donna, all’epoca dei fatti, utilizzò una serie di atteggiamenti spregiudicati e fuorvianti per evitare di essere inquisita.

Cosima partecipò attivamente al delitto

I giudici hanno spiegato come, poco tempo dopo l’omicidio di Sarah Scazzi, Sabrina Misseri rese interviste volte a strumentalizzare i media. Non si fece scrupoli, inoltre, a deviare le indagini, spingendole su piste fasulle. Cosima dimostrò, peraltro, una colpevolezza maggiore rispetto alla figlia.

Ella, dopo il litigio Sarah e Sabrina, rincorse per strada la nipote riportandola all’interno dell’abitazione. La Serrano, assieme alla Misseri, uccise la 15enne strangolandola con una cintura al collo. Una sentenza fa capire come, data l’età, Cosima avrebbe potuto mettere a tacere la lite sorta tra la figlia e la nipotina, ma invece partecipò attivamente al sequestro e “materialmente alla fase commissiva del delitto”.

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