Intervento all’ospedale di Napoli salva la vita a mamma e figlia in grembo

intervento all'ospedale di Napoli
donna in gravidanza (foto d'archivio)

Un intervento all’ospedale di Napoli è stato condotto con maestria da una equipe di cardiochirurghi, ginecologi e anestesisti per salvare la vita ad una gestante e alla sua bimba ancora in grembo. A partecipare alla delicata operazione il professor Emanuele Pilato, Giovanni Battista Pinna e Giuseppe Comentale, Maurizio Guida e Laura Sarno; e Giuseppe Servillo, Loredana Grande e Vera Cirillo.

Intervento all’ospedale di Napoli: la storia della donna e di sua figlia

Un donna di 37 anni aveva effettuato un controllo clinico, da cui era emersa una possibile infezione virale. La giovane era al quarto mese di gravidanza. I medici l’hanno sottoposta a tutte le analisi del caso, ma più andavano a fondo alla questione e più la situazione appariva allarmante.

I medici del Policlinico prestavano attenzione alla condizione di salute della giovane ricoverata e della sua bambina. Tuttavia da un esame ecografico era emersa una massa intracardiaca che rischiava di mettere a repentaglio l’incolumità di madre e figlia. Tale massa poteva rappresentate sia un tumore cardiaco che un trombo in grado di provocare un’embolia.

I medici hanno dunque illustrato alla donna due possibilità, quella di tentare una cura farmacologica e quella dell’intervento. Pur cominciando con una terapia, le complicanze emerse hanno richiesto per causa di forza maggiore l’approccio chirurgico.

Il tentativo delicato per salvare anche il feto

Il momento è stato delicato, come spiega La Voce della Nazione, non solo per la famiglia della giovane ma anche per i medici, che sapevano bene i rischi nel sottoporre la donna ad una operazione.

L’intervento all’ospedale di Napoli è stato messo in piedi dopo un consulto molto approfondito tra i ginecologi e i cardiochirurghi, i quali dovevano agire cercando di salvaguardare anche la vita del feto. I medici hanno spiegato che prima di tutto bisognava intervenire sulla madre, ma al contempo bisognava evitare che l’interruzione del battito cardiaco della madre togliesse la vita alla bimba. È stato dunque necessario pianificare nel dettaglio l’intera procedura chirurgica.

Gli anestesisti, dal loro canto, hanno ridotto l’utilizzo di farmaci per evitare danni al feto ma hanno agito in modo tale da preservare la madre. Bisogna infatti evitare stress chimici, fisici e traumatici; controllando ogni secondo scandito dai tempi operatori. Hanno lavorato braccio a braccio con ginecologi e chirurghi anche gli ostetrici, i quali avrebbero dovuto intervenire dianzi al rischio di aborto o di emorragia uterina.

L’intervento all’ospedale di Napoli comunque ha avuto buon esito sia per la 37enne che per la piccola che portava in grembo. La massa, ovvero un trombo, è stata asportata e il cuore della madre è ora libero di battere per sé e per la sua piccola.

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