Marco Vannini, il pg della cassazione: “Fu omicidio volontario”

La famiglia Ciontoli e Marco Vannini

In data 7 febbraio 2020 è prevista la sentenza della cassazione nei confronti di Antonio Ciontoli, accusato di essere l’autore dell’omicidio di Marco Vannini. Secondo il pg si trattò di omicidio volontario e, di conseguenza, sarebbe opportuno dare il via ad un nuovo processo d’appello.

Tali affermazioni sono contenute all’interno della requisitoria appena lasciata sulla vicenda Vannini. Il giovane bagnino, fidanzato con la figlia di Ciontoli, Martina, venne ucciso nella villa della sua ragazza a Ladispoli nel 2015.

Marco venne ferito con un colpo di pistola mentre si trovava nella vasca da bagno. Se si fosse intervenuto subito, il ragazzo avrebbe potuto salvarsi. Dato che gli opportuni soccorsi vennero fatti in ritardo, le condizioni di Marco si aggravarono e il proiettile raggiunse il cuore.

Marina Conte: “Nella giustizia ci credevo, ora ci spero”

All’interno di un video, il Corriere della sera ha proposto un’intervista a Marina Conte, madre di Marco Vannini. La donna ha dichiarato che se in un primo momento credeva nella giustizia, ora ci spera. Ricordiamo come in appello Antonio Ciontoli si sia vista ridotta la pena da 14 a 5 anni.

Marina ha aggiunto che ora è arrivato il momento di fare chiarezza su quanto accaduto al povero Marco. Parlando della famiglia Ciontoli, la donna ha detto che se Antonio e i suoi cari hanno coscienza dovrebbero pensare a ciò che hanno fatto.

Nel corso di ulteriori dichiarazioni rese note, Marina ha ricordato come il figlio potesse salvarsi e di come l’esercito abbai sostenuto la sua famiglia in questi anni. Le affermazioni sono state esplicitate nel corso di un sit-in per chiedere verità e giustizia nei confronti Marco Vannini. Erano presenti parenti e amici di Marina e suo marito Valerio. Molti sostenitori sono giunti addirittura dall’estero.

Marco Vannini, il padre: “Incontrare i Ciontoli? Hanno avuto 5 anni per farlo”

Durante un’intervista, il padre di Marco Vannini, Valerio, ha risposto alla domanda riguardante un eventuale incontro con i Ciontoli dopo la sentenza. L’uomo ha detto che Antonio e la sua famiglia hanno avuto cinque anni per poter parlare con lui e sua moglie Marina, ma lo avrebbero fatto solo quando è parso comodo a loro.

Ricordiamo che oltre ad Antonio, sono stati condannati in appello per l’omicidio di Marco anche i figli del militare, Federico e Martina, e la moglie Maria Pezzillo. Per loro la pena corrisponde attualmente a 3 anni di carcere.

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Marco Della Corte: