Caso Marco Cestaro: per la mamma ad ammazzarlo fu una setta satanica

Marco Cestaro
Marco Cestaro

Sicuramente in molti ricorderanno il caso di Marco Cestaro, quel giovane diciassettenne che nel gennaio 2017 morì investito da un Treno in provincia di Treviso, a Villorba. All’epoca si calcò la pista del suicidio ma la madre non si ferma dalla sua posizione. Ad ammazzare il figlio fu una setta satanica.

Morte di Marco Cestaro: molti i dubbi a riguardo

Nonostante il caso sia stato archiviato come suicidio, la madre di Marco Cestaro non si dà pace. Sono passati ormai tre anni dalla sua morte, e la sua convinzione continua ad essere quella che l’adolescente sia stato fatto fuori da una setta demoniaca.

I legali della famiglia si stanno impegnando affinché la Procura di Treviso non archivi definitivamente il caso di Marco, dal momento che nel novembre 2019 il PM ha chiesto la chiusura della questione.

Le ipotesi vagliate dagli inquirenti

Marco morì travolto da un treno. Gli inquirenti passarono immediatamente al vaglio l’ipotesi del suicidio, nonostante dall’esame autoptico fossero emerse delle ferite compatibili con quelle di un omicidio.

Stando al Secolo d’Italia, sul capo di Marco era presente un edema compatibile con una superficie piatta e non con il ciottolato dei binari. Inoltre la pelle non aveva abrasioni. Appare dunque evidente che il corpo racconta una realtà diversa da quella del suicidio. I medici legali hanno anche riscontrato delle fratture su arti inferiori e sulle dita. La pelle dell’adolescente riportava anche del cicatrici riconducibili a bruciature di sigarette. Addirittura sul collo c’era una ferita da accoltellamento.

Perché la madre parla di setta satanica?

L’ipotesi della setta demoniaca fu accennata per la prima volta allora dai media. Il Gazzettino aveva raccolto una testimonianza in confidenza di una compagna di scuola di Marco. Quest’ultima aveva detto che durante un rave party, delle persone si ramo vantate di aver fatto del male ad un ragazzo chiamato Marco.

Il ragazzo parlava spesso del demonio, avendo paura che gli poetesse fare del male. Durante una lezione aveva domandato ad una sua docente qualche info in più sul satanismo. Insomma molti elementi coincidono con l’ipotesi di omicidio, e la mamma sostiene questa tesi.

Per tale ragione, i legali di parte Nicodemo Gentile e Antonio Cozza hanno chiesto il rigetto dell’archiviazione del caso, in favore della prosecuzione delle indagini.

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