Ghali, vittima di discriminazione: “I prof chiamarono mamma e…”

Ghali confida che i prof pensavano spacciasse
Ghali

Ghali confessa che i professori pensavano fosse uno spacciatore

A pochi giorni dall’uscita del suo nuovo album “Dna”, prevista il 20 febbraio, Ghali sviscera tra le pagine de Il Corriere della Sera il lavoro discografico. Nei pezzi che lo comporranno tira fuori sé stesso in modo profondo.

Ancor di più si apprende quali sono le sue radici, quelle arabe e quelle italiane, ed i viaggi compiuti negli scorsi mesi: scendono in Africa e poi salgono in Nord Europea. Una ricerca costante, a livello professionale e umano, intrapresa fin da giovanissimo, riguardante anche, e soprattutto, l’integrazione.

Il cantante, ospite al Festival di Sanremo 2020, comprende le eventuali resistenze di chi è cresciuto in un contesto tradizionale e senza contaminazioni: in Italia il melting pot è iniziato adesso. Quando pensa a chi lo attacca gli vengono in mente quelle tribù dell’Amazonia che, scorgendo un drone in cielo, gli scagliano le frecce.

Icona di stile

Oggi Ghali è anche un’icona di stile, interesse nato fin da ragazzino, strumento utile per facilitare l’integrazione nella comunità. Sua madre ci teneva parecchio che fosse sempre perfetto.

Quand’era bambino gli immigrati venivano visti in una determinata maniera, presentarsi curati era una garanzia in più per essere accettati. Lo cambiava pure più volte al giorno: in casa non avevano titoli di studio e la mentalità imponeva di presentarsi bene, nonostante i soldi scarseggiassero.

Un’attenzione maniacale al look che gli si ritorse però contro. Una volta gli insegnanti convocarono la madre per chiederle come mai indossasse capi tanto lussuosi. Credevano probabilmente ci fosse qualcosa di losco dietro.

Ghali approva Tolo Tolo

Dell’integrazione tratta Tolo Tolo, l’ultimo film di Checco Zalone, per il quale il rapper avrebbe visto bene la sua canzone Combo. L’ha visto il primo giorno di uscita nelle sale. L’ha trovato stupendo: una storia semplice e romanzata per far capire il percorso di queste persone.

Un film capace di accontentare tutti: il razzista pensa Checco sia serio nel momento in cui impiega la sua intelligente ironia. E chiunque altro quanto sia invece ridicolo essere razzisti.

Per scoprire quale sia la sua formazione umana e le opinioni in merito alla commistione di persone provenienti da etnie diverse nella società odierna resta quindi da ascoltare Dna, il nuovo disco in uscita negli store il 20 febbraio febbraio.

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