Marco Vannini: il pm D’Amore rischia perfino la rimozione

La famiglia Ciontoli e Marco Vannini

L’avvocato Lara Pellegrini ha detto la sua sulle pagine di Giallo, riguardo la decisione del ministro della giustizia Alfonso Bonafede di avviare un procedimento nei confronti del  pm Alessandra D’Amore che ha condotto le indagini sull’omicidio di Marco Vannini. Pellegrini ha ricordato come il procedimento disciplinare verso i magistrati si fonda sull’articolo 105 della costituzione italiana.

Esso prevede come, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, spettino al consiglio superiore della magistratura le assegnazioni, i trasferimenti, le assunzioni, le promozioni e i provvedimenti disciplinari verso i magistrati. Quindi, il CSM è quindi l’organo che deve attuare l’opportuno giudizio disciplinare, laddove sia stata istituita una sezione disciplinare apposita.

Marco Vannini: il ruolo del ministro della giustizia

Riguardo la situazione del pm Alessandra D’amore, che si è occupata delle indagini relative all’omicidio di Marco Vannini, l’avvocato Lara Pellegrini ha spiegato come la legge affermi che una qualsiasi azione disciplinare è promossa da due figure competenti: il ministro della giustizia (Bonafede appunto) e il pg presso la corte di cassazione.

Ricorda giustamente Pellegrini che per il ministro della giustizia è una libera scelta l’esercizio di un’eventuale azione disciplinare. Ad ogni modo, rimangono in mano sua diversi poteri. Lo stesso ministro ha il diritto di essere aggiornato dal pg sullo status quo del procedimento.

Lo stesso ministro, in alcuni casi, ha il potere di entrare in azione al posto del pg, tramite la ridefinizione dell’ambito di indagine o la formulazione dell’incolpazione.

Il pm D’amore rischia molto

Lara Pellegrini ha continuato affermando che il ministro della giustizia, nel caso del pm D’Amore, sta procedendo con pieno diritto. È la legge a prevedere che lo stesso guardasigilli possa procedere verso la condotta di un magistrato. Elementi da analizzare saranno soprattutto: la correttezza, il rispetto dell’imparzialità, l’equilibrio, il riserbo, la diligenza, l’equilibrio, il rispetto della persona e della sua dignità.

Ora, il magistrato in questi casi può rischiare tanto il semplice richiamo (ovvero un ammonimento da parte dei piani alti) fino alla sospensione. In casi ancor più estremi, il magistrato stesso può essere rimosso dalle sue funzioni.

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Marco Della Corte: