Achille Lauro si sfoga sui social: “Dormivo in macchina”

Achille Lauro il cantante che anche per questa edizione di Sanremo 2020 ha destato clamore con i suoi look si è sfogato sui social con un lungo post.

Il cantante è riuscito a mettersi a nudo su Instragram parlando del rapporto burrascoso con la sua famiglia, sul clima pesante che si respirava tra le mura domestiche. Racconta di periodi difficili dove esisteva un’instabilità economica a casa, ed erano costretti a dormire in macchina o in squallidi hotel.

Achille Lauro su Instagram racconta della sua famiglia

Achilla Lauro al contrario delle rivelazioni al pubblico che richiamano tutta la sua aggressività nei testi delle sue canzoni. Parla della sua famiglia come di gente onesta, che ha sacrificato la propria vita per il lavoro precario, che ha tolto dignità al padre e alla madre, ma che nonostante le circostanze hanno cercato di non far mancare nulla al proprio figlio.

Il cantante racconta di come il padre di giorno insegnava pur di riuscire a portare a casa qualche soldo, ma di come la notte faticava a dormire a casa della rassegnazione di vivere una vita in miseria.  Ha aggiunto poi di aver visto sua madre fare i lavori più umilianti ma allo stesso tempo caritatevoli. Cercando di non fare mancare nulla al proprio figlio.

Il cantante racconta di una madre di buon cuore pronta nonostante le difficoltà vissute in famiglia, ad accogliere nella propria casa bambini disagiati, o aiutando in strada le prostitute correndo grandi rischi.

È proprio dalle umiliazioni subite nel corso della vita che Achille Lauro trae insegnamento riportando la sua grande rabbia nei testi delle sue canzoni.  Si dichiara felice perché nonostante il rapporto burrascoso con la famiglia, oggi il padre ha conquistato ciò per cui ha vissuto, proprio come una rivincita personale, mentre la madre abbia un ruolo importante accanto al figlio.

Achille Lauro: “dormivo in macchina e in hotel squallidi”

Il cantante racconta di aver vissuto in un luogo difficile, e che il suo nome sia famoso perché conosciuto da tutti in quanto costretto a dormire in macchina, o in un hotel squallido a Boccea. Ricordando anche tutti i ragazzi a Val Padana di cui oggi sono rimasti solamente i ritratti sui muri oltre ai fiori.

Achille Lauro dichiara di essere assolutamente felice quando riesce ad aiutare le persone che hanno bisogno, soprattutto i ragazzi che sono cresciuti insieme a lui. Spesso gli stessi protagonisti di cui canta, come in un documentario di generazione che non tutti riescono a raccontare.  Aggiunge poi di essere diventato migliore di ieri perché è già stato chi nessuno sarebbe mai voluto essere.

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Irene Giordano: