Oggi la corte d’Assise assolve dalla pesante imputazione di terrorismo i quattro No Tav accusati dell’attacco al cantiere di Chiomonte del 13 e 14 maggio 2013, ma li condanna ugualmente a 3 anni e 6 mesi.
Anonymous, per solidarietà nei confronti dei condannati, oscura il sito della procura.

E’ con le grida “Libertà, libertà!” e con applausi che Niccolò Blasi, Mattia Zanotti, Chiara Zenobi e Claudio Alberto sono sollevati dalla grave accusa e incriminati per reati minori, porto d’armi da guerra, danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale.

Già il 15 novembre il gruppo Anonymous aveva oscurato il sito in segno di solidarietà col movimento No Tav, dopo la proposta di condannare i quattro a nove anni e mezzo per l’accusa di terrorismo.

La difesa ha sempre sostenuto che la contestazione di reati terroristici per i fatti avvenuti nel cantiere di Chiomonte fosse infondata e il giudice Pietro Capello pare avergli dato ragione.

Tra la società responsabile dei lavori preliminari alla Torino-Lione, un sindacato di polizia e la presidenza del Consiglio dei Ministri, costituiti come Parti Civili solo alla Ltv, la corte d’Assise ha riconosciuto il risarcimento. Piergiuseppe Gilli, responsabile delle costruzioni in Italia di Ltf, affermò che la società spese 10 milioni di euro per difendere il cantiere, tra illuminazione barriere e video sorveglianza; i danni del 14 maggio furono di quasi 100 mila euro.

A seguito della sentenza, gli attivisti di No Tav si sono radunati a Bussoleno, in Val di Susa, per un appuntamento organizzato in precedenza, portando in strada uno striscione con la scritta “Siamo No Tav. Fermarci è impossibile.”

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