Scott Eastwood: “Avere Clint come padre è stato una condanna”

Scott Eastwood confessa che crescere con Clint come padre gli ha reso difficile la carriera
Scott Eastwood

Scott Eastwood racconta quanto sia stato difficile crescere con Clint come padre

“Eh sai, quello è il figlio di…?”. Quante volte lo si sente fare questo ragionamento e quante volte magari siamo noi stessi a farlo? Il punto è che non si sa mai davvero quali esperienze si porti dietro una persona. Scott Eastwood ha un padre, Clint, ingombrante mito di Hollywood.

Protagonista 2 marzo in prima serata su Italia 1 con il film Overdrive, il 33enne, occhi azzurri e fisico da surfista, ha faticato per farsi accettare nell’industria cinematografica. Reggere determinati paragoni metterebbe in difficoltà chiunque, perciò ha speso anni presentandosi ai provini con il cognome della madre. Come capiterebbe a ogni Signor Nessuno veniva puntualmente scartato, salvo guadagnare ogni tanto qualche comparsata.

Forte e autonomo

Papà ha sempre desiderato renderlo forte e autonomo, ha raccontato Scott Eastwood in un’intervista a Grazia. Quando gli chiedeva qualcosa, riceveva “no” come risposta: se la doveva guadagnare. Oggi è entrato nella saga di Fast & Furios 8, serie che continua ad andava avanti nonostante la tragica scomparsa di uno dei suoi protagonisti principali, quel Paul Walker nei confronti del quale Scott provava enorme affetto.

Era come un fratello maggiore per lui. Si sono conosciuti nel 2005, sul set di Flags of Our Fathers, li dirigeva Clint. Gli manca tantissimo. Ma è certo che sarebbe fiero di vederlo affiancare Vin Diesel e Dwayne Johnson nella produzione.

Come dicevamo in apertura, sulla categoria dei figli d’arte abbondano i pregiudizi. Si crede (a torto) che abbiano la strada spianata verso il successo. In realtà nel caso di Scott Eastwood non lo è mai stato.

Papà fa parte della vecchia scuola: a 16 anni lo ha spedito a lavorare in cantiere o a fare il parcheggiatore di auto fuori dagli hotel. Doveva pagarsi il college. Ma nonostante l’educazione rigida impartitagli lo capisce, viene da quella mentalità seguita al crollo degli Anni Trenta: non meriti niente senza essertela guadagnata.

Scott Eastwood: pronto a combattere

Quando è cresciuto, a Los Angeles, non veniva preso sul serio come attore. Allora ha deciso di trasferirsi a San Diego ed ha cominciato a lavorare. Inizialmente nessuno voleva nemmeno provinarlo. I responsabili dei casting lo guardavano come se non importasse loro nulla di lui. Insisteva, inviava con le sue interpretazioni.

E ancora oggi c’è chi gli spedisce indietro le candidature. Anziché abbatterlo lo carica: se la porta è chiusa e non hai le chiavi, puoi sempre buttarla giù. Clint sarà stato pure duro, ma l’uomo che ha tirato su è un degno erede. Caparbio, tenace e pronto a combattere.

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