Martedì 16 dicembre 2014, in apertura del tradizionale Concerto di Natale di Santa Cecilia, presso l’Auditorium Parco della Musica, il Sindaco di Roma, Prof. Ignazio Roberto Marino, ha consegnato il prestigioso riconoscimento al Dott. Alberto Cairo, responsabile del programma ortopedico del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan.

Il premio “Roma per la Pace e l’Azione Umanitaria” è stato istituito nel 1994 ed è il riconoscimento che il Campidoglio assegna ogni anno ad una personalità o organizzazione, italiana o straniera, che si sia distinta per l’impegno a favore dei diritti umani, della non violenza e della pace.

La scelta del Dott. Cairo ha messo d’accordo l’intera commissione composta dal presidente-sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia Bruno Cagli, dal presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani Gian Ludovico De Martino, dalla direttrice di Rainews24 Monica Maggioni, dall’amministratore delegato e direttore generale di Enel S.p.A. Francesco Starace e dal Sindaco di Roma, Prof. Ignazio Roberto Marino, presidente della Commissione del Premio.

“Esempio di umanità e professionalità, ha reso possibile la riabilitazione fisica e il reinserimento sociale di più di 135mila persone, vittime di mine e attentati, offrendo loro la possibilità di riacquistare non solo capacità fisiche, ma anche dignità”.

Con questa motivazione è stato consegnato il premio che consiste in circa 25mila euro al dottore che ha abbandonato la carriera legale per diventare fisioterapista e che dal 1990 vive a Kabul, dove dirige il programma ortopedico del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) per persone disabili. Programma che ha adottato la politica della “discriminazione positiva”: ovvero si formano e si assumono solo persone con disabilità, solitamente ex-pazienti.

Nell’intervista rilasciata a Rai News il Dott. Cairo parla anche dell’ importanza dello sport per i disabili, inserito nel programma ortopedico del CICR nel 2010, definendo lo sport come un’attività “a metà strada tra la riabilitazione fisica e il reinserimento sociale”.

E aggiunge:

“Spero che ci sia un futuro (per l’ Afghanistan che)…è un paese di gente meravigliosa…(si) fa una grande confusione credendo che siano tutti quanti o molti di loro fanatici e no, non è vero, ci sono persone fanatiche ma ci sono persone meravigliose e quelle, quelle non vanno dimenticate, ma vanno aiutate!”

 

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Chiara è appassionata di poesia, giornalismo, teatro, arti visive e musica sin dai tempi del liceo. Una volta conseguita la laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo”, decide di approfondire gli studi etnomusicologici dedicandosi all'organetto a due bassi e al mandolino. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Pubblicare articoli online le permette di coltivare la sua passione per la scrittura e per un giornalismo basato sulla meticolosa analisi delle fonti.