Luca Tommasini in lacrime a Vieni da Me: “La scritta omofoba sul citofono mi ha fatto piangere per giorni!”

Luca Tommasini
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Luca Tommasini famoso coreografo e ballerino di fama internazionale si racconta a cuore aperto nel salotto del pomeriggio di Raiuno. Ospite da Caterina Balivo ha raccontato della difficile infanzia e di un padre violento.

Ballerino per Madonna, Whitney Houston e Michael Jackson e coreografo di fama internazionale di sicuro Luca Tommasini non ha di certo bisogno di presentazioni. Una carriera invidiabile e straordinaria ma che prima delle luci della ribalta ha conosciuto grandi momenti di sconforto.

Luca Tommasini racconta delle violenze subite da piccolo

Si è aperto in un’intima confessione Luca Tommasini raccontando delle violenze sia psicologiche che fisiche che fu costretto a subire nell’infanzia e nell’adolescenza. Il coreografo racconta di quanto sia stato difficile per lui riuscirsi a iscrivere in una scuola di ballo. Di nascosto dal padre perché avrebbe pensato che il figlio fosse gay.

Tommasini racconta che da piccolo aveva la S moscia e che il padre cercava di non fargliela pronunciare tanto da costringerlo ad anni di silenzio. Ma le violenze del padre non si limitavano solamente alle umiliazioni, il ballerino racconta di aver subito insieme alla madre e alla sorella anche violenza fisica.

Aggiungendo che è realmente importante parlare di violenza per cercare di sensibilizzare i telespettatori. Il tempo ha aiutato il ballerino a riallacciare rapporti con il padre, che si è detto assolutamente dispiaciuto. Poco prima di morire avrebbe riconosciuto di aver sbagliato con il figlio, e nella vita.

Luca Tommasini e la scritta omofoba sul citofono di casa

A ferire nuovamente il ballerino e coreografo internazionale è stato un recente episodio che lo avrebbe fatto ripiombare nello sconforto, facendo riaffiorare in lui  vecchi ricordi adolescenziali. Qualcuno avrebbe scritto sul citofono di casa sua, F** vattene.

Tommasini racconta del dispiacere provato quando ha letto quella scritta aggiungendo: “mi sono vergognato di quello che ero e quello che sono”. Racconta a Caterina Balivo con gli occhi pieni di lacrime e di aver reagito chiudendosi da solo in una stanza e lasciandosi andare in un pianto a dirotto, tanto da sentirsi  in colpa come quando era piccolo.

Da piccolo non voleva più uscire di casa, aveva paura che nessuno lo avrebbe voluto. E quella frase “vattene” sul citofono  lo ha riportato indietro nel tempo, tanto da non sentirsi più a casa sua come quando era piccolo e a casa non lo volevano. Allora ha trovato rifugio sotto le coperte,  ma improvvisamente ha capito di dover reagire e di dover scrivere su Instagram il suo stato d’animo. Affinchè il suo dolore e il suo messaggio venga diffuso come : “un’onda d’amore meravigliosa”.

Leggere quella frase ha aperto delle ferite ancora troppo fragili del coreografo che ha dovuto faticare tanto per affermarsi professionalmente e personalmente nella vita.

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