Coronavirus, primo caso in Vaticano. Angelus del Papa in video conferenza?

Papa proteggere da Coronavirus

La cavalcata del Coronavirus sembra non volersi arrestare. Il virus che sta facendo tanta paura al mondo e che sta costringendo tutti i Paesi a misure drastiche, è arrivato anche in Vaticano dove, nelle ultime ore, si è registrato il primo caso di positività. Anche qui, naturalmente, si sta pensando ad attuare tutte le misure possibili per l’arginamento del contagio. Novità potrebbero arrivare per i futuri impegni del Papa in Vaticano.

Coronavirus in Vaticano, le misure atte a proteggere il Papa

Il Coronavirus, si sa, colpisce maggiormente le persone anziane o, comunque, quelle con problemi di salute preesistenti. Proprio per il pontefice, diversi giorni fa, si era molto temuto dato che lo stesso aveva manifestato i sintomi di una bella influenza. Si era, poi, escluso che si trattasse di Coronavirus.

Eppure, adesso che il primo caso è stato accertato in Vaticano, la Santa Sede sta cercando di mettere a punto tutte le norme necessarie per limitare i pericoli per il Papa. Pare, secondo quanto si vocifera, che l’Angelus del prossimo 8 marzo e l’udienza di mercoledì 11 marzo si potrebbero svolgere entrambe in video conferenza.

Non vi è ancora una conferma ufficiale a questa decisione ma la stessa è attesa a breve, addirittura entro la tarda mattinata di oggi.

Il contagio, da cosa è favorito e come ci si protegge

Vale indubbiamente la pena ricordare che il Coronavirus, come tutte le malattie infettive, risulta essere altamente contagioso. Il mancato rispetto delle principali norme igieniche ne favorisce la proliferazione. È indispensabile, quindi, fare attenzione a starnutire o tossire nel gomito (o in un fazzoletto da gettare subito), evitare di stringere le mani agli altri e portare le mani sporche accanto a naso, occhi e bocca. Il Coronavirus, infatti, si propaga attraverso le mucose.

Sono tanti i casi attualmente riscontrati in Italia ma non solo. Anche l’ultima Regione italiana finora immune, la Valle D’Aosta, è stata colpita pochissimi giorni fa con la registrazione dei primi due casi sospetti. Per quanto riguarda, ancora, il paziente infetto nello Stato del Vaticano non vi sono ancora dettagli né sul sesso, né sull’età né su altro.

Si attende, adesso, conferma sulle misure precauzionali della Santa Sede.

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