Coronavirus, negozi chiusi definitivamente fino al 25 marzo 2020

Coronavirus
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Nella serata di ieri 11 marzo, Giuseppe Conte ha comunicato all’Italia intera che, dati i numeri sempre più pesanti del Coronavirus, è necessario adottare nuovi provvedimenti restrittivi. È di appena 48 ore prima il decreto che limitava gli spostamenti degli italiani, ma da ieri sera si sono aggiunte altre restrizioni che riguardano, in particolare, le attività commerciali. Cos’è stato deciso? Vediamolo.

Stretta anti-Coronavirus, nuove restrizioni in Italia

Il Coronavirus è una minaccia molto seria per l’Italia e per il mondo intero. La gravità della situazione ha fatto sì che la stessa OMS lo definisca come pandemia e non più come epidemia. Le nuove restrizioni comunicate ieri da Conte riguardano negozi, pub, bar, ristoranti e diversi locali commerciali che rimarranno chiusi fino al 25 marzo.

In breve, tutti i negozi chiuderanno facendo eccezione per chi vende alimentari, per le banche, le farmacir, le edicole, i benzinai e le rivendite di tabacchi. Conte, in diretta nazionale, ha specificato che “è ora di compiere un passo in più”. Qui il video con il messaggio di Conte alla nazione.

Nuovo decreto, cosa cambia

Con il nuovo decreto, Giuseppe Conte ha specificato che rimarranno aperti i supermercati, le farmacie, le banche, le poste, le imprese artigiane, gli idraulici, i meccanici, i distributori di carburante e le rivendite di tabacchi. A questo elenco si aggiungono anche le edicole dal momento che, dal momento che veicolano l’informazione, sono state definite come “presidio essenziale di democrazia”.

I trasporti non dovrebbero subire particolari limitazioni eccetto qualche possibile riduzione nel numero di corse garantite. Le variazioni in merito, comunque, potrebbero essere decise a livello regionale. A chiudere definitivamente saranno i bar, i pub e i ristoranti che, fino a ieri, potevano rimanere invece aperti fino alle 18. Garantiti, invece, i servizi di consegna a domicilio che è possibile utilizzare mediante le apposite applicazioni di food delivery.

Le restrizioni continueranno a non riguardare il settore delle vendite alimentari. Lo stesso Conte ha specificato che non servirà andare ad accaparrarsi i generi alimentari nei supermercati dato che questi rimarranno sempre aperti.

Scuole (di ogni ordine e grado) e cinema, come già annunciato in precedenza, rimarranno chiusi fino al 3 aprile insieme ai musei e ai teatri.

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