Ivan Ciullo, i genitori: “Il suo compagno ci ha mentito”

Ivan Ciullo
Ivan Ciullo

Sergio Martella e Rita Bortone sono i genitori di Ivan Ciullo (conosciuto in ambiente radiofonico come Navi). L’uomo, morto a 34 anni, era un dj radiofonico. Il corpo senza vita di Ivan venne trovato impiccato a un albero il 22 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo (Lecce).

Il padre e la madre della vittima hanno rilasciato alcune dichiarazioni sulla morte del figlio riportate dal settimanale Giallo. Sergio e Rita hanno riferito che i tabulati dimostrano come Giovanni Legittimo, il compagno di Ivan, avrebbe mentito agli investigatori. Rispetto a ciò che riferì, l’uomo si sarebbe trovato ad Acquarica del Capo proprio nelle ore in cui il 34enne morì. Il compagno del dj affermò di non aver letto i messaggi da parte di Ivan, pur ammettendo di averli ricevuti.

Ivan Ciullo, i tabulati scomparsi e riapparsi

Nella relazione scritta dal dottor Lazzari viene espressamente detto come i tabulati, richiesti dall’allora pm Carmen Ruggiero nel 2016, erano spariti dalla copia del fascicolo che era stato consegnato agli avvocati. Al momento, non è dato sapere che fine abbiano fatto.

Così come non si può dire con certezza chi avesse avuto interesse a sottrarli. Quei tabulati che dimostravano la malafede da parte dell’indagato, non godettero di ulteriori indagini, ma al contrario, portarono alla richiesta di archiviazione del caso.

Solo nel 2020 essi sono tornati nel fascicolo d’indagine, grazie all’operato del nuovo pm, Vallefuoco. Quel che è certo è che, nonostante siano trascorsi quasi 5 anni, la morte del dj rimane avvolta nel mistero. Questo dipende da diversi fattori, quali menzogne, omissioni e ritardi nelle indagini. Al momento, la presunta chiave del mistero è proprio Giovanni Legittimo, sposato ma legato sentimentalmente a Ciullo da una relazione burrascosa.

Nuova perizia sui tabulati telefonici 

Nelle ultime settimane, il dottor Roberto Lazzari, perito e criminologo investigativo, ha depositato una nuova perizia riguardante i tabulati telefonici e gli spostamenti di Giovanni Legittimo. Nonostante abbia sempre detto il contrario agli investigatori, l’indagato lesse subito, in realtà, i messaggi che il 34enne gli aveva inviato. Risulta quindi anomalo che nessuno abbia mai dato la giusta attenzione a queste affermazioni palesemente mendaci e contraddittorie.

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