Nonostante:

– le dichiarazioni del consigliere comunale Angelo Figuccia, emblema dell’opposizione al registro delle unioni civili e al Gay Pride palermitano;
– le affermazioni omofobiche di Guido Barilla durante l’intervista radiofonica a La Zanzara;
– le dichiarazioni poco tolleranti dell’ex sindaco di Sulmona (AQ), Fabio Federico, sui gay e sulle coppie di fatto;
– la conferenza stampa per gli Europei 2012 in cui, commentando le affermazioni di Cecchi Paone, Cassano disse: “Son froci? Son problemi loro!

Nonostante tante dichiarazioni simili a quelle sopra riportate, è arrivato, anche quest’anno, il Natale; ed è arrivato anche per loro: le famiglie arcobaleno.

Le famiglie omogenitoriali si sono date appuntamento sabato 13 dicembre nel quartiere milanese di Porta Venezia per partecipare al Natale Arcobaleno, un mercatino di Natale in cui, tra oggetti vintage e artigianato artistico, spiccavano gli stand di Cig Arcigay Milano, delle Famiglie Arcobaleno, del Milano Pride Sport e del coordinamento Nella Stessa Barca.

Non solo acquisti prenatalizi dunque, ma soprattutto un’occasione per ricordare che ci sono famiglie invisibili alla legislazione italiana: sono quelle famiglie composte da due genitori dello stesso sesso e dai loro figli e che si sono riunite in un’associazione chiamata Famiglie Arcobaleno, che porta avanti le sue battaglie con il motto è l’amore che crea una famiglia. Battaglie condivise da tante altre associazioni come la Rete Lenford, nata “per rispondere al bisogno di informazione e di diffusione della cultura e del rispetto dei diritti delle persone omosessuali nel nostro Paese”.

Ciò che si nota in queste famiglie fuori dalla norma è il loro desiderio di normalità che si palesa anche in un forte attaccamento alla tradizione e, soprattutto al Natale: la festa della famiglia per antonomasia.

“Il nostro Natale sarà un Natale in famiglia… Noi abitiamo a Roma ormai da qualche anno… Abbiamo portato i piccoli a Palermo perché è la nostra città e amiamo trascorrere, quando possiamo, il Natale insieme agli affetti più cari: nonni, zii e tanti amici che per fortuna sono sempre al nostro fianco anche nelle nostre battaglie di civiltà!…Speriamo di trovare sotto l’albero un bel pacco regalo con i diritti per i nostri bambini, che esistono già, non dimentichiamocelo. I nostri bimbi esistono e vanno tutelati!”
E’ così che parlano del loro Natale Laura e Marilena, mamme di 3 bambini: Flavio di 7 anni e Diego e Jordi di 2 anni.

Se da un lato le Famiglie Arcobaleno si definiscono come “una delle realtà esistenti in un panorama in costante evoluzione”, dall’altro sono in molti a negare la loro esistenza e a presentarsi come difensori della famiglia naturale dove ci sono una madre e un padre, una donna e un uomo possibilmente sposati, ancor meglio se in chiesa, e che hanno dei figli nati preferibilmente dopo il matrimonio.

Coloro che hanno paura delle nostre famiglie, fino addirittura a negarne l’esistenza in quanto ‘famiglie’, che cosa temono? Abbiano il coraggio di guardare, di conoscere, vadano a parlare con le educatrici dei nidi che frequentiamo, con le maestre delle scuole dell’infanzia, con le/gli insegnanti che giornalmente hanno a che fare con i nostri figli e figlie nelle loro classi, con i sacerdoti che li vedono nei loro oratori, con i genitori dei compagni di classe… Si sentiranno raccontare di bambine e bambini ‘normali’, la cui unica diversa fatica è di incontrare, per fortuna raramente, qualcuno che cerca di far loro del male etichettandoli come figli di famiglie di serie C”.
E’ così che si conclude una lettera sottoscritta da un gruppo di persone bresciane appartenenti all’associazione Famiglie Arcobaleno, un’associazione che più volte ha sottolineato come la situazione attuale sia fortemente grottesca: da una parte c’è un vuoto legislativo che in pochissimi si mostrano decisi a colmare e dall’altra ci sono cittadini che manifestano perché altri cittadini non ottengano dei diritti.

Sono anni che le famiglie omogenitoriali chiedono di essere riconosciute. Se non hanno ancora trovato questo regalo sotto l’albero, dovrà pur esserci una ragione. Saranno forse state delle famiglie cattive?

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Chiara è appassionata di poesia, giornalismo, teatro, arti visive e musica sin dai tempi del liceo. Una volta conseguita la laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo”, decide di approfondire gli studi etnomusicologici dedicandosi all'organetto a due bassi e al mandolino. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Pubblicare articoli online le permette di coltivare la sua passione per la scrittura e per un giornalismo basato sulla meticolosa analisi delle fonti.