Scuola, gli istituti potrebbero restare chiusi fino a settembre

Lucia Azzolina

Oramai l’eventualità paventata in questi giorni riguardo la scuola italiana sta divenendo sempre più una certezza. Gli istituti, molto probabilmente, non riapriranno il prossimo 3 aprile. È stato lo stesso ministro dell’istruzione Lucia Azzolina ad annunciare la proroga, oramai quasi certa.

Ora bisognerà valutare se le lezioni normali potranno riprendere a maggio, oppure se tutto è destinato ad essere rimandato a settembre. Tuttavia, l’anno scolastico non sarà perso, seppur con programmi forzatamente ridotti. Il Corriere della sera ha analizzato alcune problematiche riguardanti l’anno scolastico in itinere.

Scuola, videolezioni a distanza: quanto valore hanno?

È stata la stessa ministra Azzolina a pregare i docenti italiani di continuare ad assistere i ragazzi, seppur a distanza. Migliaia di famiglie contano sulla realtà scolastica che, nonostante la crisi da coronavirus che il nostro paese sta attraversando, non può permettersi di abbandonare gli studenti. Ogni insegnante si sta attrezzando quanto più possibile nel supportare i propri alunni con lezioni tramite piattaforme web quali Skype, We School, Moodle e, in casi più estremi, anche Whatsapp.

Difficile, tuttavia, scegliere i parametri di valutazione. Ogni scuola e ogni prof si adatta come può al riguardo, tramite esercizi o, talvolta, interrogazioni a distanza. Lo stesso Miur ha precisato come ogni docente è tenuto a valutare i ragazzi, secondo modalità opportunamente esplicate dal collegio docenti. Inutile precisare come i voti in questione andranno a costituire le medie per il secondo quadrimestre.

Azzolina: “Niente 6 politico, no all’anno scolastico allungato”

Allo stato attuale, i docenti possono equiparare il mancato collegamento dei ragazzi alla piattaforma online usata per le lezioni, ad assenze effettive. Il Miur ha, tuttavia, invitato gli insegnanti ad agire secondo il loro “buonsenso professionale”. Come ha ricordato anche la testata Il Napolista (che a sua volta prende come punto di riferimento i “nodi” elencati dal Corriere della sera) l’anno scolastico non sarà allungato oltre giugno, per la gioia degli studenti.

Tuttavia, la Azzolina si è detta contraria alla possibilità del 6 politico. Bisogna però tenere conto di un eventuale, esuberante, numero di ricorsi, vista la crisi attuale e i disagi che tutto ciò comporta alla scuola. Quindi, non è così surreale pensare ad una promozione di massa.

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Marco Della Corte: