E’ una favola di Natale, quella di Neil Olson, una favola che attende solo il suo lieto fine. Siamo a Wausau, nel Wisconsin, dove il tempo sembra essersi fermato al 1974, il giorno in cui Olson portò all’interno della sua casa uno splendido albero di Natale acquistato in un vivaio.

Per 40 lunghi anni quell’albero è rimasto lì, con le stesse decorazioni, in attesa di un miracolo, di un semplice sogno che potesse diventare realtà, proprio come accade nelle favole.

Quel giorno, di 40 anni fa, Neil sistemò il suo albero in attesa di festeggiare con i suoi figli. Ma due, di quei sei figli, mancavano all’appello essendo in Vietnam durante la guerra. Alla fine dei festeggiamenti, Neil Olson fece una promessa a se stesso: quell’albero sarebbe rimasto immutato fino a quando tutti i suoi figli non fossero tornati a casa, accanto a lui.

Oggi i figli di Neil hanno tra i 50 e i 60 anni. Cinque di loro vivono, chi più e chi meno, accanto al padre. Solo il più grande, che è disabile e vive a Washington, non è potuto tornare in quella casa, davanti a quell’albero che resta immobile, immutato, come se anche lui aspettasse quel dolce lieto fine.

Scommetto che quando riuscirà a tornare a casa mia, tutti gli aghi cadranno – ha detto Neil – Quell’albero, ormai, fa parte dell’arredamento, è uno di famiglia. Non sopporto l’idea di smantellarlo“.

E quell’albero, che sarebbe dovuto morire dopo pochi giorni in quel lontano 1974, è ancora vivo. Uno spirito natalizio, una luce che non si spegne, né si affievolisce. Contrariamente a quanto accade normalmente agli alberi di Natale che, una volta entrati in casa, muoiono poco tempo dopo, questo albero vive come il suo proprietario ancora in attesa. Un’attesa che dura da 40 anni, una speranza che non è pronta a spegnersi.

E, come in ogni favola che si rispetti, si attende quella fine, quegli ultimi minuti portatori di un sorriso, una dolce lacrima che bagna il viso, un momento atteso da tutta una vita.

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