Napoli. Torna, per la notte del 31 dicembre, a festeggiare con la sua città, Gigi D’Alessio. Musica e spettacolo, con il cantante neomelodico napoletano che, questa volta, porta con sé una scia di polemiche che sembrano non avere fine. Una frase al centro degli attacchi partiti non solo dal mondo del web, ma anche da quello “reale”. Come reale è il problema che avvolge in territorio campano. Parliamo della terra dei fuochi.

Questa non è solo la Terra dei fuochi, sia la terra dei cuori e dei suoni. Solo l’1% è contaminata“.

Queste le parole che hanno portato Gigi D’Alessio ad essere avvolto da una serie, quasi infinita, di critiche che, questa volta, non sono legate la sua musica, alle sue relazioni sentimentali o ai gossip che avvolgono la sua famiglia. Le parole pronunciate durante il concerto in Piazza Plebiscito a Napoli, in diretta tv su Canale 5, sarebbero state usate dal neomelodico partenopeo per rassicurare il paese e i suoi consumatori sulla qualità del cibo (mozzarella, prodotti ortofrutticoli) presente sul territorio campano.

Si alza così un polverone difficile da buttare giù per D’Alessio che lascia la sua risposta, in merito alla vicenda, sul suo profilo Facebook:

Ho letto dei commenti che mi hanno fatto male. Ma la polemica è incomprensibile. Sono un cantante, non un giornalista, un inquirente o un politico. E ho solo organizzato una festa per la mia città, con amore e riconoscenza“.

Continua a difendere se stesso e le sue parole, Gigi D’Alessio. Anche lui vuole sapere la verità su ciò che accade. Ha perso i genitori e il fratello per colpa del cancro. E allora ci chiediamo: non avrebbe dovuto dare il giusto peso alle parole prima di pronunciarle? Non avrebbe dovuto riflettere prima di affermare che, del territorio campano, è contaminato solo l’1%?

Indignato don Maurizio Patriciello, parroco antirifiuti di Caivano (Napoli). A lui si unisce il giornalista Sandro Ruotolo secondo il quale, D’Alessio, avrebbe minimizzato il problema della Terra dei fuochi.

Le parole di don Patriciello sono dure, colpiscono D’Alessio che, come da lui scritto, si sente ferito da questi attacchi e dalla situazione creatasi. Il parroco di Caivano parla di un “tiranno che affossa i vivi“, di “prezzolati cantastorie“, di “un povero giullare del potere“.

A tre giorni di distanza dalla serata organizzata da D’Alessio in una delle più belle piazze di Napoli, non si placa il caos creato dal cantante con quell’affermazione che ha colpito donne, uomini, napoletani e non che cercano di sopravvivere nonostante quel male che continua ad espandersi.

Un caso mediatico? Pubblicità? O, molto più semplicemente, parole con le quali il cantante neomelodico sperava di acquistare maggiori favori? Che non abbia compreso il senso delle sue parole? Voleva mostrare la parte ancora sana di una città che, di meraviglioso, ha tanto da offrire. Ha, invece, sminuito un problema grave, una situazione che continua a degenerare, che sembra non aver fine.

Forse, la prossima volta, una pausa di riflessione prima di parlare, sarà d’obbligo.

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