Coronavirus, fugge da Lodi a Messina fingendosi un barbone

Messina
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Centinaia i passeggeri provenienti dal continente che si accalcavano ignorando del tutto la distanza di sicurezza, data dall’emergenza per il coronavirus. Stavano scendendo dal traghetto Caronte concludendo di notte l’ultima corsa alla volta di Messina. Caronte, già, un nome inappropriato come fa notare Carlo Palumbo nel suo articolo su GrandHotel.

Caronte, il traghettatore dell’ade, trasportava le anime da una riva all’altra dell’Acheronte per condurle all’inferno. Il Caronte di cui stiamo parlando è invece un traghetto che trasporta gli sventurati che fuggono da un inferno, quello generato dal covid-19 che sta flagellando l’intera Italia, soprattutto il nord. Tra questi passeggeri, ce n’era tuttavia uno particolare, che non avrebbe dovuto essere lì.

Coronavirus, uno strano clochard sceso a Messina 

Nell’assembramento massiccio di gente appena sbarcata a Messina, c’è un uomo sospirante che lamentava di non avere una casa. L’individuo affermava di essere un vagabondo, un senzatetto e di non sapere dove andare. Era stata dunque attivata la macchina dei servizi sociali sotto la coordinazione dell’assessore Alessandra Calafiore, con l’obiettivo di trovare al poveretto una struttura in cui potesse essere accolto.

Un tetto sopra la testa, dove il sedicente clochard sarebbe stato in isolamento per due settimane, come da prassi. Tuttavia, una guardia forestale aveva iniziato ad avere dubbi: quel signore non aveva l’aria di essere un poveraccio. Dava un senso di pulizia e gli abiti, seppur stropicciati, risultavano essere in buone condizioni.

Alla fine è stato smascherato!

Opportune indagini hanno rivelato come l’uomo in questione non fosse affatto un barbone. Il soggetto risultava avere, infatti, una dimora a Lodi, dove abitava assieme alla sua famiglia. Gli inquirenti, in un primo momento, avevano pensato che si fosse finto barbone, poiché era in fuga per un delitto.

Un po’ come Harrison Ford nel film Il fuggitivo. Alla fine, il protagonista di questa storia ha dovuto dire il vero: era un normalissimo marito e padre di famiglia, che si era stancato della quarantena. Il problema era il riuscire a sopportare la moglie, con cui litigava continuamente. Proprio per questo aveva preso il primo treno per dirigersi in sud Italia. Il finto barbone è stato infine costretto a tornare a casa dalla consorte.

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