Napoli non era pronta, ma oggi, 7 gennaio 2015, si è stretta in un abbraccio immenso per salutare uno dei propri figli: Pino Daniele. Se ne va, il grande artista, all’età di 59 anni, tra lacrime, applausi e voci che continuano a chiamarlo. Lui, Pino. Un nome, il suo, che ha fatto la storia della sua città.

Il feretro arriva nella grande Piazza del Plebiscito alle 19.00. Le luci si accendono, le lacrime, con dignità e compostezza, bagnano visi di uomini e donne di ogni età.  Alcuni minuti di silenzio seguono il primo momento di commozione di un intero popolo che ha gridato il bisogno di salutare un fratello, un amico, un poeta. Dopo alcuni minuti il feretro giunge sul palcoscenico allestito accanto ad un grande schermo che possa permettere a tutta la città giunta in piazza, di salutare quell’uomo che, con la sua arte e la sua grandezza, ha segnato la vita di milioni di persone.

funerali pino danieleferetro pino daniele

Pino, Pino, Pino, Pino“. Napoli grida, lo chiama, gli dice addio a modo suo, in quel modo quasi incomprensibile al resto del mondo. Ancora pochi istanti e il rito funebre, il secondo in questa triste giornata (il primo si è tenuto a Roma), ha inizio. E’ il cardinale Crescenzio Sepe ad accompagnare, con le sue parole, i napoletani in questo momento di dolore. Il suo nome, Pino, viene pronunciato più e più volte sotto lo sguardo incredulo e addolorato di chi non era pronto a dire addio. Piccole gocce di pioggia bagnano i presenti al rito funebre. Anche il cielo sembra voler mostrare le proprie lacrime, il proprio dolore.

funerale

Le parole si susseguono accompagnate da lunghi silenzi e da quegli applausi che volano alti nel cielo, quegli applausi che raggiungono Pino fin sopra le nuvole.

Pino Daniele ha onorato Napoli. Ha denunciato le sofferenze, le colpe per scuotere le coscienze, non certamente per mortificarla… Il paragone con la carta sporca è soltanto una provocazione per sollecitare il risveglio e il riscatto, è un atto d’amore per Napoli terra mia. È di uomini come lui che Napoli ha bisogno. Napoli vuole essere soprattutto amata e non strumentalizzata o sfruttata e Pino Daniele ha dimostrato di saperla amare profondamente, anche standole lontano, ma indicandone limiti, carenze e voglia di risorgere“.

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, l’ex calciatore del Napoli Ciro Ferrara, Alessandro Siani e altri nomi e volti conosciuti erano presenti questa sera al rito funebre che ha permesso ai napoletani di salutare Pino Daniele un’ultima volta.

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Napoli piange questa sera. I volti di ogni persona presente in Piazza del Plebiscito sono solcati da quella lacrima che non riesce a fermarsi. E’ incredula, Napoli. E’ addolorata. E’ triste. Ha perso un figlio, ha perso i suoi colori questa sera.

La cerimonia giunge alla conclusione, ma una voce si leva dall’alto, quasi arrivasse dal cielo direttamente nel cuore di Napoli. Napul’è, Quando e ancora poesia e musica che Pino ha regalato al mondo. I napoletani cantano con lui ancora una volta, l’ultima. Con la voce spezzata dal dolore, dal pianto, un pianto che, nella sua compostezza, non avrà mai fine. Napoli si prepara a lasciarlo andare, quello scugnizzo che un intero Paese porterà nel cuore.

Ancora luci, ancora lacrime, ancora dolore. La folla si disperde lentamente, canta ancora, si stringe in un solo abbraccio. Un ultimo saluto per Pino Daniele. Per l’uomo, per l’artista, che è stato la colonna sonora della nostra vita.

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La giornata è finita, Pino Daniele non c’è più. Non ci saranno altre canzoni, altre melodie. La verità, l’unica verità, è che nessun altro sarà mai come il grande Pino Daniele.

 

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