5g e coronavirus: impazza la bufala del complotto sul web

5g e coronavirus
5g, foto d'archivio

Di teorie e presagi sul Covid ne abbiamo visti davvero tantissimi sul web, da quando la pandemia ha cominciato a diffondersi. Ma quella complottista di questi giorni sta forse sfuggendo di mano alle persone, le quali si sono fermamente convinte di quanto letto qua e là su internet.

Pare infatti che siano stati messi sullo stesso piano la connessione 5g e coronavirus. Più semplicemente senza alcuna prova scientifica, si sostiene che la rete dati innovativa favorisca il contagio.

5g e coronavirus: la prima teoria fake

Di questo accostamento 5g e coronavirus sono sostanzialmente due le teorie più diffuse su internet. Secondo la prima, a causa delle onde propagate dalle connessioni del telefono, il sistema immunitario umano si indebolisce. Il che favorisce il contagio e la propagazione del virus nel corpo.

A sostenere fermamente questa ipotesi, come ha spiegato anche il discutibile Daily Star, è il professore di filosofia del College dell’Isola di Wight. Ovviamente siamo davanti ad una bufala, come spiega pure La Repubblica.

Le onde radio e le radiazioni elettromagnetiche infatti sono al di sotto del limite consentito a livello internazionale, di addirittura 66 volte in meno. Questo vuol dire che il 5g non ha il potere  modificare il DNA e di incidere negativamente sulla salute umana.

La seconda teoria bufala

Un’altra ipotesi cospiratrice prevede invece che i batteri utilizzano le reti 5g per comunicare tra loro e per entrare nel corpo umano più velocemente. Come i batteri anche il virus userebbero questo mezzo di trasporto, tra cui anche la particella responsabile del covid.

Come la prima teoria, anche questa sul parallelismo 5g e coronavirus è stata diffusa dal Daily Star, richiamano addirittura uno studio del 2011 di alcuni ricercatori della Northeastern University di Boston e di quella di Perugia. Secondo quella ricerca “i batteri riuscirebbero a comunicare” e si propagano attraverso le onde elettromagnetiche. Avrebbero dovuto continuare le ricerche per dimostrare questa ipotesi, ma ad oggi non ci sono risvolti che avallino una simile tesi.

Alcuni paesi contagiati nemmeno ce l’hanno le strutture da 5g

Nel Regno Unito sapere di queste teorie ha spinto le persone ad avere una reazione. Qualcuno infatti si è scagliato contro i ripetitori incendiando e ponendo in essere dei veri e propri atti vandalici. Per la società diventa infatti difficile in questo momento imparare a distinguere il vero dal falso.

Ambedue le teorie su 5g e coronavirus sono però senza fondamento scientifico. Basti pensare che in Iran il numero di contagi sta salendo, ma in nessuna zona del paese è ancora cominciata la sperimentazione del 5g. Sebbene dunque ci sia modo di dimostrare che si tratti di fake news, la gente continua a crederci.

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