Peti e covid: la teoria della veicolazione del virus attraverso flatulenze

Peti e Covid

Di teorie e supposizioni ne sentiamo tante su questo virus che ci costringe a casa. Ma adesso torna nuovamente in auge quella del binomio peti e Covid. In Gran Bretagna infatti è stato nuovamente pescato dal cilindro l’argomento per il quale l’aria intestinale dei contagiati di coronavirus possa veicolare la !malattia. Sebbene dalla Cina giunga la smentita, l’argomento non smette di fare scalpore.

Peti e Covid: la teoria che fa tremare  gli inglesi

La Gran Bretagna è sotto shock per il numero sempre più considerevole di morti e contagiati. L’emergenza ha addirittura spinto la Regina Elisabetta ad un discorso in televisione in via del tutto eccezionale. Comunque sia, gli inglesi credono alla teoria che mette peti e Covid sulla stessa lunghezza d’onda. Più in particolare si teme che le flatulenze intestinali facciano male a chi sta vicino ai contagiati. Lo scorso febbraio la teoria aveva già fatto tremare in diversi punti del mondo, ma sebbene ci fosse stata la smentita cinese, adesso torna a far rumore.

Chi ha posto la domanda e lo studio australiano citato

A porre il quesito a dir poco inquietante un programma televisivo inglese per bambini che va in onda sulla CBBC. Xander Van Tulleken– medico che presenta il Operation Ouch- ha di nuovo portato all’attenzione mediatica la questione, citando tra le altre cose anche uno studio condotto dal medico australiano Andy Tagg. Stante a questo studio, tracce del virus erano rintracciabili nelle feci dei pazienti, per una percentuale di circa il 55%.

Questo studio ha creato un campanello d’allarme: peti e Covid sono legati da un filo conduttore? È possibile mai che le particelle microscopiche rinvenute nei rifiuti del corpo umano possano nuocere a chi è sano? Sempre il dottor Tagg crede che la teoria vada esaminata più nel dettaglio per stabilire i dati certi.

Una teoria senza campo né coda

Il Coronavirus non si trasmette con le flatulenze. Non esiste alcun tipo di rischio, secondo il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie di Pechino. Con una nota ufficiale hanno dunque chiarito che peti e Covid non hanno nulla a che vedere. Il contagio non può avvenire tramite flatulenze, a meno che non si entri in contatto con un paziente privo di abbigliamento intimo o di pantaloni. Pertanto i vestiti sono un’ottima barriera protettiva.

Lo scorso febbraio la notizia aveva fatto parecchio rumore. Tant’è che i sanitari cinesi avevano dovuto rispondere ufficialmente alle domande dei cittadini. Pare addirittura che questi ultimi stessero raccogliendo delle firme per chiedere allo Stato una produzione specifica di mascherine da indossare sulla parte posteriore del corpo umano.

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