Luca Sacchi, il padre: “Senza di te è una quarantena insopportabile”

Anastasia Kylemnyk e Luca Sacchi

Alfonso, padre di Luca Sacchi, il giovane romano ucciso nel corso di una compravendita di droga finita male, è stato intervistato a Giallo. L’uomo, di professione ristoratore, ha dichiarato che trascorrere la quarantena per lui e sua moglie Concetta è diventata una tortura. Alfonso, senza poter lavorare, senza altri pensieri in testa, non può che meditare solo sulla triste fine di suo figlio. Il padre di Luca pensa continuamente a quel figlio perduto, che lui considerava un vero e proprio “gioiello”.

Il figlio ideale, che tutti avrebbero voluto e che è stato portato via da lui in un modo così tragico e crudele. Alfonso ha ricordato le battute che il suo ragazzo era solito fare e i momenti trascorsi in compagnia e spensieratezza, nell’intima cornice familiare. Momenti che, purtroppo, non torneranno più. Luca era solito animare la casa, per esorcizzare il silenzio.

Luca Sacchi, papà Alfonso: “Io e mia moglie ci facciamo forza”

Alfonso, il papà di Luca Sacchi, ha dichiarato che lui e sua moglie Concetta stanno cercando di reagire, si stanno facendo forza a vicenda, anche perché l’unico figlio che è loro rimasto, Federico, ha il diritto di continuare la sua vita. Tuttavia, come è comprensibile, Alfonso Sacchi ha spiegato come sia difficile trattenere le lacrime al pensiero di Luca e di come sia morto.

Luca Sacchi è morto a Roma lo scorso 23 ottobre, nel quartiere Appio Latino. Come ha fatto giustamente notare papà Alfonso, il giovane è stato ucciso senza un motivo reale. Luca ignorava ciò che stava accadendo intorno a lui. Non conosceva nemmeno i nomi di coloro che hanno posto fine alla sua vita.

Morto per difendere la sua ragazza

Luca Sacchi si è sacrificato per amore, per proteggere la vita della sua fidanzata, Anastasia Kylemnyk, 25enne ucraina di professione baby sitter. Tutto è iniziato quando alcuni loschi figuri, che inizialmente Anastasia aveva indicato agli inquirenti come “comuni” balordi, hanno aggredito la ragazza dandole una botta in testa per rapinarla del suo zaino. Inizialmente, Luca sembrava essere soltanto la vittima di un tentativo di rapina da parte di delinquenti del luogo sconosciuti.

Fatale per il ragazzo è stato l’aver “osato” reagire. Un’azione che è costato a Luca una pallottola in testa. Tutto era stato presentato, in maniera mendace, da Anastasia, come una rapina casuale. La giovane ha mentito per proteggere lei ed un ex compagno di scuola del suo fidanzato, Giovanni Princi, con cui la 25enne avrebbe avuto un rapporto clandestino, dall’accusa di implicazione in una vicenda riguardante lo spaccio di sostanze stupefacenti.

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