Donna torturata per 23 giorni: rischio di ergastolo per il suo aguzzino

Donna torturata per 23 giorni
Foto d'archivio

Sgomento in una comunità australiana per l’episodio della donna torturata per 23 giorni dal suo aguzzino. Più di due settimane di agonia, fatte di violenze fisiche e mentali. A fronte di quanto, l’uomo responsabile di questo abominio Nicholas John Crilley (34 anni), rischia l’ergastolo.

Donna torturata per 23 giorni

È l’ergastolo, la condanna per Crilley, 34enne australiano che ha messo in piedi una violenza abominevole e sadica  a Brisbane, la capitale Queensland (Australia). Sebbene quello della donna torturata per 23 giorni è un caso consumatosi nel 2017, i media tornano a parlarne per la decisione presa dai giudici in merito alla responsabilità dell’aguzzino.

Ustioni e stupri solo alcuni degli atti violenti e disumani perpetrati ogni giorno ai danni della sua vittima. Quando per fortuna l’abominio è stato scoperto, i soccorsi hanno trovato il corpo della donna talmente violato, da credere addirittura che fosse in fin di vita. La donna aveva riportato fratture multiple alle ossa, ustioni sul 46% del corpo, lacerazioni sul viso. Veniva violentata ogni giorno, le versava acqua bollente sui genitali, e infine la obbligava a cibarsi dei suoi escrementi. Il suo atteggiamento era freddo e sadico.

Il processo a Nicholas Crilley

Nelle scorse ore il responsabile di gesti tanto efferati è stato accolto dinanzi alla Corte Distrettuale di Brisbane. Data la gravità dei reati commessi, l’uomo rischia l’ergastolo. Non solo ha sequestrato e violentato una donna, ma al momento dell’arresto si è anche dato alla fuga. Una fuga durata ben otto giorni, durante i quali si è reso anche responsabile di numerosi furti di auto

Il corpo della donna torturata per 23 giorni era pieno di ferite profonde, mostrate durante un processo alla Corte dopo la relazione stilata dai medici che l’hanno tenuta in cura. La donna ha parlato a testimonianza di quanto subito davanti ai giudici.

Ha raccontato di come il suo aguzzino inasprisse i gesti violenti a mano a mano che lei si indeboliva. Un incubo che fa male più alla mente che al corpo: oggi la donna è sfigurata e ha dovuto sottoporsi a della riabilitazione per imparare nuovamente a camminare.

La donna ha dichiarato in tribunale “Il mio viso non sarà mai più lo stesso. Avrò sempre il ricordo di quanto mi è accaduto ogni volta che mi guarderò allo specchio. il mio aspetto mi fa sentire indegna dell’interazione umana, mi fa sentire intorpidita e mi porta a pensare che nessuno vorrà mai essere mio amico, amante o mio datore di lavoro“.

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