Salvatore Parolisi stava uscendo dal carcere: bloccato dal coronavirus

Salvatore Parolisi
Salvatore Parolisi

Michele, fratello di Melania Rea, la donna uccisa a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) il 18 aprile 2011, ha commentato quanto sarebbe accaduto recentemente a Salvatore Parolisi. L’uomo, in carcere per l’omicidio della moglie Melania, si dice stesse per uscire, ma sarebbe stato bloccato dalla pandemia da coronavirus.

Michele Rea non poteva credere che l’assassino di sua sorella stesse tornando ad essere un uomo libero. Il fratello di Melania Rea reputa assurdo che potesse uscire di prigione dopo appena 10 anni e dopo una condanna in via definitiva. Michele ha reputato “inconcepibile” una simile eventualità, che per ora, come detto, non si è avverata.

Salvatore Parolisi, Michele Rea: “Ha tutto il tempo per rifarsi una vita”

Michele Rea, in alcune recenti dichiarazioni rese note dal settimanale Giallo, ha affermato che Salvatore Parolisi abbia tutto il tempo per rifarsi una vita. Il 41enne uccise la moglie Melania segnando, indelebilmente, anche la vita della figlioletta, costretta a crescere senza i genitori. Michele ha detto di essere profondamente deluso.

Il fratello di Melania Rea si augura che le autorità non gli concedano benefici, in quanto, secondo Michele, una persona come Salvatore Parolisi, autore di un simile delitto, non cambierà mai. Secondo Michele Rea, Parolisi si comporterebbe in maniera esemplare in carcere, poiché è l’unico modo per lui di uscire prima. Michele Rea avverte: “Non gli credete!”.

L’indiscrezione raccolta da Giallo

Sulla vicenda, il settimanale Giallo ha raccolto una clamorosa indiscrezione: Salvatore Parolisi avrebbe presentato una domanda alla direzione del carcere di Bollate, in cui è recluso. Per la precisione, il 41enne avrebbe chiesto il permesso di lavorare fuori di prigione. In tal caso, a prendersi cura del detenuto sarebbe stata una cooperativa convenzionata con il carcere.

È bene precisare che si tratta di una voce di corridoio, che ha bisogno di ulteriori conferme per poter essere considerata veritiera. Stefania Lanfranchi di Giallo informa che la procedura si sarebbe bloccata nel mese di Marzo, con lo scoppio dell’emergenza da coronavirus. Se volessimo, tuttavia, dare credito all’indiscrezione, il futuro sarebbe il seguente: una volta terminata la pandemia, Salvatore Parolisi potrà andare a lavorare tutte le mattine fuori dal carcere, per poi tornarvi la sera.

Tuttavia, è bene precisare come l’ex caporalmaggiore avesse già maturato a luglio i requisiti necessari per poter uscire dal carcere e gli opportuni permessi per lavorare all’esterno dell’istituto in cui si trova attualmente recluso. È del resto la legge a prevederlo, tenuto conto anche della buona condotta dimostrata in carcere dal detenuto. È da diversi anni che L’ex militare sta seguendo con successo un percorso riabilitativo all’interno del carcere di Bollate.

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