Vittorio Grigolo a Live: Non è la D’Urso, “Stare a casa è una prigione..” (Video)

Vittorio Grigolo

Complice la diretta di Conte per la lettura del nuovo DCPM in vigore dal 4 maggio, la puntata di Live: Non è la D’Urso di ieri sera è stata ricca di spunti interessanti. Diversi ospiti hanno parlato delle conseguenze del Decreto sulla vita di noi italiani e tra questi anche il tenore Vittorio Grigolo.

L’uomo, dopo le polemiche che lo hanno coinvolto lo scorso anno, è adesso accompagnato dalla compagna incinta, ha ricordato come questa prolungata quarantena ha danneggiato molto pesantemente ogni attività. Questo vale anche per il suo settore, quello dello spettacolo che, a quanto pare, sarà tra gli ultimi a poter rivedere spiragli di normalità. Cosa ha detto il giovane tenore? Vediamolo.

Vittorio Grigolo ed un settore in forte crisi

Vittorio Grigolo ha partecipato a Live: Non è la D’Urso da casa propria. La quarantena, infatti, impone a tutti di rimanere a casa ed anche dopo la lettura del decreto di Conte per il prossimo 4 maggio ha lasciato pressocché invariate le cose. Riaperture molto scaglionate, spostamenti ancora limitati, un’economia che ancora non potrà ripartire a dovere. Una crisi generale che ha dato uno spunto al tenore per alcune riflessioni importanti.

Il settore dello spettacolo e dell’arte in generale è stato molto colpito dall’emergenza e lo ha sottolineato nelle ultime settimane anche Tiziano Ferro. Secondo Vittorio Grigolo se i giovani, che sono quelli che maggiormente acquistano i biglietti per i concerti, non hanno possibilità di lavorare, il settore soffrirà molto. Nessuno potrà più comprare i biglietti perché non ci saranno i soldi per farlo.

Stare a casa è una prigione

Ad aver lasciato tutti a bocca aperta, però, sono state le dichiarazioni sullo stare a casa. Da due mesi, quasi, siamo costretti tra le mura domestiche e Vittorio Grigolo ha dimostrato di avere le idee molto chiare in merito.Stare a casa è comunque una prigione che ci mette a dura prova” ha detto il tenore a Barbara D’Urso. (Qui il video)

Ma non è di certo finita qui. “Dobbiamo a tutti i costi recuperare la nostra libertà” ha detto, continuando “è un diritto che in questo momento ci viene tolto”. Il punto di vista dell’uomo è molto chiaro. Siamo tutti in ginocchio e dobbiamo convivere con il virus. È giunta l’ora, però, di rialzarci e ricominciare a vivere perché, conclude, “non possiamo pensare di stare in casa per sempre”.

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