Coronavirus: detenuto 54enne muore al carcere di San Vittore

Coronavirus, San Vittore

Il Coronavirus ha fatto un’altra vittima tra i detenuti. A morire per il Covid-19 è un 54enne al carcere di San Vittore. La situazione nelle carceri italiane da inizio pandemia è a dir poco disastrosa, viste le sommosse e le proteste dei detenuti avvenute in queste settimane.

La rivolta che ha destato maggiore preoccupazione è stata quella del 9 marzo scorso, dove molti carcerati salirono sui tetti per protestare. Uno di essi, dopo aver assunto una dose eccessiva di metadone, fu salvato dai sanitari intervenuti appena in tempo. Sempre nel mese di marzo, precisamente il giorno 17, è stato accertato il primo caso di positività al virus che sta mettendo in ginocchio il mondo nel carcere di Voghera, in provincia di Pavia.

Coronavirus: muore 54enne al carcere di San Vittore

La settima vittima da Coronavirus tra le persone sottoposte a restrizione della libertà personale è un uomo di 54 anni, da tempo detenuto nel carcere di San Vittore. Nell’istituto di pena risultano essere 21 le persone positive al Covd-19. I carceri, come altri istituti in cui soggiornano per forza di cose diversi soggetti, sono ovviamente più a rischio contagio. Basti pensare ad altre strutture residenziali quali Rsa, istituti per minori, migranti o per la riabilitazione psichiatrica.

Giungi, presidente della sotto-commissione carceri, ha dichiarato che, in questo momento particolare in cui l’Italia si trova in una situazione di emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, è essenziale pensare a ”misure alternative” per salvaguardare la salute e la vita di tutti quei soggetti che risiedono in strutture dove diventa impensabile, o quantomeno molto difficile, attuare tutte le misure di distanziamento sociali utili a contenere il contagio.

Tali misure alternative andrebbero anche a vantaggio di chi lavora nelle strutture a rischio, come operatori e, in questo caso, degli agenti di Polizia Penitenziaria. A questo proposito, si sta pensando ad alcune soluzioni volte a favorire il decongestionamento nelle carceri, così da mettere detenuti e operatori in sicurezza.

Si pensa ad un provvedimento per decongestionare le carceri

L’ennesima morte per Coronavirus nel carcere di San Vittore ha riportato alla luce il problema del sovraffollamento delle carceri. Le misure alternative per far favorire il decongestionamento proposte al Governo hanno fatto storcere il naso. Tuttavia, Alessandro Giungi (PD) ha precisato che queste norme esistono già e dunque non si farebbe ricorso ad alcuna legislazione speciale. Ci sono però problemi attuativi, in primis quello del costo dei braccialetti elettronici che servirebbero a monitorare gli spostamenti dei detenuti.

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