L’iniziativa del Corriere della Sera: “Je suis une gaffe”

L'iniziativa del Corriere della sera -Tutte le matite del mondo- non ha tenuto conto della proprietà intellettuale degli artisti.

Oggi, nelle edicole italiane, è in vendita un numero speciale del Corriere:

Tutte le matite del mondo. Un libro di vignette libere per dire no al fanatismo.

“La direzione del Corriere della Sera ha deciso di compiere un gesto concreto per aiutare la rivista Charlie Hebdo, ricordare tutte le vittime dei terroristi – non solo i disegnatori, ma anche gli agenti di polizia e gli avventori del supermercato kosher – e, nello stesso tempo, testimoniare la vocazione del nostro giornale contrario a qualunque fanatismo, è venuto naturale pensare alla pubblicazione di queste vignette spontanee in un libro (in edicola oggi a Milano e da domani, 15 gennaio, nel resto d’Italia) il cui ricavato sarebbe stato destinato al settimanale francese.”

A seguito dell’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, il mondo del web, emblema della libertà d’espressione, è entrato in fermento; d’altronde, come sempre accade in casi di enorme risonanza mediatica. Questa volta in particolare, il fermento è stato seguito da una grande partecipazione artistica. L’attacco al Charlie Hebdo è stata un’azione simbolica, un capro espiatorio nei confronti della libertà di stampa, soprattutto quella più cruda e satiricamente crudele. La libera espressione si è dunque “espressa” dando voce ad una serie di vignette satiriche e non nel filone dello slogan Je suis Charlie che per giorni ha investito il mondo.

L’iniziativa, tutto sommato lodevole, è stata quella di raccogliere le più significative vignette prodotte dai disegnatori di tutto il mondo e pubblicarle in un librone intitolato “Je suis Charlie. Matite in difesa della libertà di stampa“, ma rischia di essere rinominata “Je suis une gaffe” perché pare che nessuno in redazione si sia preoccupato di chiedere il permesso di utilizzare le illustrazioni.

Oltre a questa imperdonabile e improbabile dimenticanza, ciò che irrita ulteriormente alcuni artisti è la nota finale scritta nella presentazione dell’iniziativa del Corriere della Sera:

“In redazione abbiamo discusso a lungo se pubblicare o meno alcune delle vignette che avevano destato la collera degli integralisti. Abbiamo deciso per il no perché, pur essendo convinti che tra le libertà fondamentali ci sia quello di esprimere liberamente qualunque pensiero, anche quelli blasfemi, siamo altrettanto convinti che ci siano sensibilità che vanno rispettate.
Non pubblichiamo vignette che siano blasfeme per i musulmani come non ne pubblichiamo che siano blasfeme per i cristiani e per il mondo ebraico. Quindi il libro contiene alcune vignette di Charlie Hebdo , ma non quelle considerate più offensive. Le altre, pubblicate su oltre 300 pagine, sono quasi tutte quelle circolate in Rete nelle ore immediatamente successive alla strage. Un modo per non dimenticare e per riaffermare la libertà di espressione, nel rispetto di tutti.”

Tutto ciò, alla luce di un libro che vuole esaltare la libertà di stampa, stona e non poco.

Giustamente scatta la protesta online; gli illustratori sono rimasti stupefatti, allibiti per un’iniziativa che sembra frutto dell’inesperienza di un giornaletto e non del colosso che invece è il Corriere della Sera. Pare che si siano dimenticati della proprietà intellettuale, in nome della libertà di espressione che lo slogan “Je suis Charlie” ha come valore intrinseco.

Ma, nonostante tutto, pare che la © dopo Riproduzione Riservata non sia stata dimenticata.

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