Giulio Berruti vittima di bullismo, “Fu un’esperienza atroce..” (Foto)

Giulio Berruti
Giulio Berruti

Giulio Berruti è un attore e modello romano che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare dopo la partecipazione a La figlia di Elisa, Ritorno a Rivombrosa nel 2007 all’interno di cui ricopriva il ruolo del protagonista. Un ragazzo, Berruti, dalla bellezza indiscutibile che, però, ha avuto diversi problemi da giovanissimo.

Il 36enne ha raccontato, in unrecente post sui social, di essere molto vicino al tema del bullismo. Lui stesso, appena 14enne e, quindi, adolescente è stato più volte vittima dei bulli. L’attore ha parlato di quest’esperienza di vita che ha definito con un aggettivo importante ovvero “atroce”. Cos’ha raccontato, in particolare, di quel periodo della sua vita? Vediamolo insieme.

Giulio Berruti, l’esperienza col bullismo

Giulio Berruti è stato vittima di bullismo quando aveva più o meno 14 anni. All’epoca era magro, non troppo alto e, a tratti, anche molto introverso. Un ragazzino come tanti altri che, però, è stato preso di mira dai cosiddetti bulli. Ragazzi più grossi, più alti o semplicemente più intraprendenti che si divertivano nel mortificare coloro che ritenevano più deboli.

“A 14 anni” ha raccontato Giulio Berruti, “un gruppo di ragazzi decise di gettare me ed il mio motorino dentro un cassonetto dell’ immondizia davanti ad un locale molto frequentato solo per il gusto di umiliarmi. C’era anche una ragazza che all’epoca mi piaceva tantissimo, vide la scena e si mise a ridere con le sue amiche voltandomi le spalle”. Un vero e proprio atto di cattiveria dalle conseguenze psicologiche che si può solo lontanamente immaginare.

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Ho avuto un adolescenza molto fortunata ma spesso complessa. Ero un ragazzo a tratti introverso, curioso ma un pó insicuro. Ero anche molto magro e non troppo alto. Cosi qualcuno se ne approfittava. A 14 anni, un gruppo di ragazzi decise di gettare me ed il mio motorino dentro un cassonetto dell' immondizia davanti ad un locale molto frequentato solo per il gusto di umiliarmi. C'era anche una ragazza che all'epoca mi piaceva tantissimo, vide la scena e si mise a ridere con le sue amiche voltandomi le spalle. Fu un esperienza atroce per me,ma l' adolescenza é spietata si sà e purtroppo quello fu soltanto uno di mille episodi simili.Poi gli anni passano, la vita cambia cosi come le amicizie, e conosco le arti marziali. A 19 anni di colpo pesavo 104 chili per 1.92 di altezza.Non si avvicinava più nessuno,cosi come oggi. Capita che a volte,peró, incontri ancora alcune di quelle persone, e quando succede, sento spesso il loro imbarazzo, la loro difficoltà nel sostenere il mio sguardo. Mi arrivano si e no ai capezzoli e pesano la metà di me. Ma non é questo il punto.Il loro imbarazzo é dato da ció che con il silenzio, la fatica e l'impegno, sono riuscito a costruire per me stesso mentre alcuni di loro ancora no. E non c'é rivincita migliore dei fatti, perché i traguardi , anche se piccoli, pesano come macigni a questa età. Perció concentratevi su voi stessi, non su cosa pensano gli altri di voi. È un loro problema non il vostro. Concentratevi su cosa vi piace,su cosa vi appassiona, cercatelo con la fame dell'anima,date il tempo ai tormenti di scavarvi nel profondo,di spingervi a domandarvi se esiste altro per voi stessi, sono voci interiori che ci guidano,ascoltatele. Imparate a lottare contro il mondo per inseguire i vostri sogni e se sbagliate non giudicatevi, andate avanti, senza rimorsi, perché serve molto coraggio anche solo per provarci. La pazienza di capire,di misurarsi con le cose, la curiosità del vivere, sono scintille primordiali che a molti mancano. Ed é cio che più li spaventa, perché una vita senza amore, senza scopo, é una vita persa. L'adolescente lo sa bene, ma non é capace di codificarlo, io ci sono riuscito da poco, e voi?

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Il cambiamento e l’appello importante

Se quell’esperienza, come diverse altre, è stata tra le più terribili, le cose sono cambiate nettamente con il tempo. A scriverlo è proprio Giulio Berruti che dice “Poi gli anni passano, la vita cambia così come le amicizie, e conosco le arti marziali. A 19 anni di colpo pesavo 104 chili per 1.92 di altezza. Non si avvicinava più nessuno, così come oggi”. E già, quando si cresce i bulli hanno paura e, quindi, cessano di umiliare le proprie vittime.

“Capita che a volte, però, incontri ancora alcune di quelle persone, e quando succede, sento spesso il loro imbarazzo, la loro difficoltà nel sostenere il mio sguardo” e non esiste rivincita più grande secondo Giulio Berruti. Il post termina con un appello importante: l’importante è concentrarsi su sé stessi senza mai preoccuparsi troppo di quello che pensano gli altri. Un modo per vivere più sereni e combattere i segni del bullismo.

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