USA – L’ultima novità in fatto di dieta e salute giunge dagli Stati Uniti. Da sempre le nostre mamme, secondo una tradizione tutta italiana, ci hanno sempre sconsigliato spuntini ad orari improbabili come la mezzanotte, invitandoci a un regime alimentare che prevedesse pranzo alle 13.00 e cena alle 20.00. Uno studio del Salk Institute for Biological Studies di San Diego, negli Usa, ha dimostrato che quella che abbiamo sempre considerato un’abitudine, o ancor di più una tradizione, ha effettivamente valore scientifico come dieta per mantenersi in forma e soprattutto in salute. Prendersi delle lunghe pause tra un pasto ed un altro – si parla di intervalli che vanno dalle 9 alle 15 ore – aiuta a non ingrassare e a mantenere la linea.

L’esperimento è stato effettuato su topi da laboratorio, alimentati con quattro diversi regimi alimentari, tutti con il medesimo apporto calorico ma con diverse sostanze somministrate: ad alcuni veniva fatta seguire una dieta ad alto contenuto di grassi, ad altri ad alto contenuto di fruttosio, ad un ulteriore campione un regime ricco di saccarosio e alla quarta unità una dieta con crocchette per topi. Ogni gruppo, poi, è stato suddiviso in ulteriori sottogruppi, organizzati secondo diversi periodi di alimentazione: a partire dai topi a cui veniva permesso di mangiare quando volevano, fino a gruppi a cui venivano imposti degli intervalli regolari tra i pasti di 9, 12 e 15 ore. L’esperimento, durato 38 settimane e durante il quale i topi venivano lasciati liberi di mangiare a proprio piacimento solo durante i fine settimana, ha portato dei risultati sorprendenti.

Quali sono stati i risultati della ricerca?

Il risultato ottenuto dalla ricerca ha dimostrato che i topi che venivano lasciati mangiare quando volevano presentavano numerosi problemi cardiaci e tendevano a essere obesi, mentre gli esemplari a cui veniva imposto un regime ferreo ad intervalli regolari non presentava alcun problema di peso, ma anzi un miglioramento nel processo metabolico e una salute migliore.

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L’ipotesi che ne hanno tratto gli scienziati è che il momento in cui si mangia il cibo influenzi l’orologio interno del corpo, ovvero il ritmo circadiano, molto più di quanto facciano l’alternarsi di luce e buio, tanto che “mangiare in un intervallo di tempo limitato” – ha spiegato Satchidananda Panda – uno dei ricercatori  “non solo ha agito sulla prevenzione, ma ha anche fatto perdere peso a persone che già avevano qualche chilo di troppo“.

 

 

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