Salvatore Parolisi: il marito di Melania studia giurisprudenza

Salvatore Parolisi

Sono passati nove anni da quando Salvatore Parolisi uccise sua moglie Melania Rea. L’ex caporal maggiore è stato processato e, infine, condannato. In questi anni passati dietro le sbarre, Salvatore ha sentito il bisogno di farsi una cultura. In primis, si è diplomato perito agrario, per poi iscriversi alla facoltà di giurisprudenza.

Amareggiato il povero Michele Rea, fratello di Melania, in quanto il suo ex cognato presto potrebbe godere dei primi permessi premio per buona condotta. Michele ha dichiarato che l’ergastolo se lo sono presi lui e i suoi familiari, dal giorno della morte di sua sorella.

Salvatore Parolisi: la disperazione di Michele Rea

Il settimanale Grand Hotel ha recentemente proposto un articolo su Salvatore Parolisi e la sua vita da studente universitario. Michele Rea, tramite alcune dichiarazioni riportate da Carlo Palumbo, ha dichiarato: “Parolisi, dopo appena nove anni, potrà uscire come studente. Ma se anche uscirà, non potrà vedere la figlia di Melania”. Infatti, il tribunale dei minori ha tolto a Parolisi la patria potestà, affidando la piccola Vittoria ai nonni materni.

Sempre Carlo Palumbo mette in evidenza come l’omicidio di Melania Rea sia stato una specie di “divorzio all’italiana”. Salvatore Parolisi era infatti innamorato di Ludovica P, una giovane soldatessa appartenente al reggimento Cavalleggeri di Montebello. I due intrattenevano una relazione clandestina. Salvatore avrebbe ucciso Melania, per non avere ostacoli con il suo amore assieme alla caporalessa.

Il giorno dell’omicidio

Era il 18 aprile 2011 quando Salvatore Parolisi propose alla moglie Melania Rea di fare una piccola gita a Ripe di Civitella in Abruzzo, a non molta distanza dal poligono di tiro dove il caporal maggiore addestrava le sue soldatesse all’utilizzo delle armi. Al poligono Salvatore ricopriva il ruolo di istruttore, infatti. Quel giorno Parolisi uccise la moglie con 35 coltellate, di cui una inferta alla gola. In seguito, si precipitò a Colle San Marco (Ascoli Piceno), una località molto lontana da cui si trovava assieme alla moglie.

Qui Salvatore Parolisi improvvisò una sceneggiata, affermando di non trovare più la moglie. Parolisi fu smascherato grazie al suo cellulare, che nel primo pomeriggio era collegato alla cella di Ripe di Civitella, come quello di Melania Rea. Alla fine, dopo un processo molto criticato, Parolisi è stato infine condannato in via definitiva a 20 anni di carcere.

I giudici non hanno riconosciuto l’aggravante della crudeltà, nonostante le 35 coltellate sul corpo di Melania. Curioso come nel corso del tempo Salvatore abbia radunato molte ammiratrici, le quali gli scrivono colpite dalla sua bellezza. Alcune di queste vorrebbero addirittura sposarlo, affermando: “Non me ne importa se sei un assassino”.

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Marco Della Corte: