Come vendere online oggi: 4 caratteristiche essenziali

vendere online

Il nuovo Coronavirus e la relativa pandemia hanno portato tante incertezze nelle nostre vite. In questo caos un passaggio è chiaro: vendere online, oggi, è indispensabile per chi ha già un’attività commerciale. O per chi ha un’idea di business chiara. Non si può ignorare l’importanza di un sito web strutturato per dare visibilità al proprio brand su internet.

Ma è difficile immaginare un progetto commerciale di ampio respiro, e soprattutto di successo, senza uno strumento per raggiungere gli utenti e vendere ciò che serve.

L’inganno, però, è dietro l’angolo: troppo spesso l’idea è quella di poter creare un sito web per vendere online così come si fa con qualsiasi altro progetto. Non è così, per diversi motivi, e chi lavora nel settore come la digital agency Genesi conosce bene le condizioni. Qualche idea? Ecco 4 caratteristiche decisive per un ecommerce in grado di farsi trovare.

Velocità prima di tutto

Google è molto esigente sul fronte speed. Tanta è l’attenzione su questo passaggio che ha incluso la velocità di caricamento delle pagine tra i fattori di ranking, il posizionamento nei risultati di ricerca. Cosa pensa Google rispetto a questo aspetto così importante?

Our data shows that while more than half of overall web traffic comes from mobile, mobile conversion rates are lower than desktop. In short, speed equals revenue”.

Con lo strumento Test My Site (www.thinkwithgoogle.com) di Mountain View puoi verificare quanto vale, in termini di perdita economica, ogni secondo di ritardo nel caricamento della pagina web. Perché qui trovi il punto: un ecommerce lento perde visitatori e clienti.

Per questo bisogna affidare la realizzazione di un sito web – e nello specifico dell’ecommerce) a un team di sviluppatori in grado di lavorare verso una direzione chiara.

Vale a dire la personalizzazione del codice e delle decisioni utili per ridurre i tempi di caricamento senza rinunciare alle attività del sito web. Un ecommerce non può declinare a determinate funzioni, e deve poter conciliare contenuti con tempi minimi di esecuzione.

Interazione con il brand

Oggi un e-commerce non può isolarsi e pensare di poter vendere online senza entrare in contatto con chi si trova dall’altro lato del monitor. Questo cosa significa esattamente? In primo luogo può essere utile inserire una chat interna, uno strumento in grado di rispondere alle domande che il pubblico lascia all’attenzione del brand nel momento in cui:

  • Si trova in difficoltà con i pagamenti.
  • Vuoi informazioni su taglie e misure.
  • Deve trovare un prodotto specifico.
  • Ha dei dubbi sulle spedizioni.

Ecco, l’interazione con il brand consente di riprodurre ciò che si ottiene, di solito, in un negozio reale quando chiedi maggiori informazioni a un commesso che si occupa delle vendite. A tal proposito può essere utile prevedere dei prodotti correlati in grado di soddisfare tutte le esigenze del pubblico. Anche in fase di cross-selling e up-selling.

La vendita non funziona e l’utente lascia il sito web? Una buona digital agency deve avere la possibilità di proporre un percorso di remarketing sui vari circuiti di pubblicità online.

Proprio come Facebook ADV. Capita a tutti di perdere un cliente, ma puoi sempre recuperarlo. Come? Creando un buon percorso di promozione online (ma non invadente).

Semplifica i passaggi chiave

Dove si perdono i clienti quando si gestisce un ecommerce? Negli step che portano l’utente verso il checkout, vale a dire la fase di pagamento attraverso carta di credito e prepagata.

Senza dimenticare Paypal. Basta un bottone poco visibile o una pagina che carica con qualche problema per perdere grandi quantità di vendite. In più ricorda l’influenza di:

  • Costi nascosti che gravano all’improvviso sul totale.
  • Colori che comunicano in modo errato con l’utente.
  • Form incomprensibili o troppo lunghi e complessi.
  • Pagine con un copy contorto e poco chiaro.
  • Bottoni non semplici da usare con lo smartphone.

Le fonti di incertezza e abbandono del carrello nei siti di vendita possono cambiare, per questo lo studio dell’e-commerce deve essere affrontato con un approccio data driven.

Vale a dire, le decisioni rispetto a tutti gli elementi chiave che compongono il processo di vendita (dalla posizione del bottone per riassumere il carrello alle fasi di chiusura della conversione) devono essere prese dopo aver osservato il comportamento reale del pubblico.

Per questo è indispensabile utilizzare strumenti come Hotjar e CrazyEgg che generano delle mappe di calore, grafici che mettono in evidenza le azioni dell’audience su una pagina web e registrano le visite del pubblico per capire dove si trovano i colli di bottiglia e i problemi.

Attenzione all’user experience

Vale a dire l’esperienza vissuta dall’utente sulla pagina web. Questo termine-ombrello racchiude una serie di parametri che sono sempre più importanti, centrali.

Soprattutto quando si ragiona in termini di navigazione mobile. In un contesto sacrificato – un monitor di 4 pollici circa – ogni dettaglio deve essere pensato per funzionare al meglio.

Non a caso è sempre Google (web.dev/vitals/core-web-vitals) a dettare il passo proponendo un nuovo concetto, quello di Core Web Vitals. Vale a dire una serie di parametri considerati centrali per definire la qualità d’uso di una pagina legata a un sito web. I punti più importanti:

  • Tempi di caricamento delle pagine web.
  • Interazione con le richieste dell’utente.
  • Stabilità dei contenuti visual nella pagina web.

Tutto questo che cosa significa per chi deve creare un ecommerce vincente? Il filo conduttore per webmaster, sviluppatori, SEO expert e webdesigner è sempre lo stesso.

Al centro c’è l’utente. Non basta creare solo pagine web belle da vedere ma che non funzionano, si caricano male e rendono difficile l’operazione più importante. Vale a dire quella che consente di raggiungere lo scopo ultimo: l’acquisto del prodotto.

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