Lele Mora risveglio in infermeria ha tentato il suicidio, “ora ne posso parlare”

Lele Mora
Il dramma di Lele Mora

E’ un racconto di sofferenza quello di Lele Mora, l’ex agente dei vip confessa quando tentò il suicidio, un momento terribile

I ricordi attanagliano la mente e il cuore di Lele Mora, ma anche se sono dolorosi, oggi può parlarne. Per diverso tempo non ha potuto farlo, perché non ne ha avuto il coraggio. Invece, ospite a ‘L’Arena’, trasmissione condotta da Massimo Giletti, l’ex agente dei vip ha rivelato i dettagli del suo tentato suicidio.

Mora ha parlato raccontando i particolari di quei momenti, lasciando intendere quanto abbia sofferto. Stare in carcere lo ha portato a vedere il mondo nella sua più feroce cattiveria e non vedeva alcuna via d’uscita. Il suicidio era forse l’unica soluzione per liberarlo da quella angoscia che viveva giorno dopo giorno. Durante l’intervista ha detto di aver tentato di suicidarsi sigillandosi naso e bocca con i cerotti che usava per incollare il lumetto rotto.

Lele Mora e il racconto del tentato suicidio

Mora ha raccontato di essersi svegliato in infermeria e di aver vissuto dei momenti terribili. L’ex agente dei vip ha ricordato quel periodo con grande dolore, tuttavia ha anche detto che non ha più paura di parlarne. Ad oggi ha infatti ripreso a vivere con più serenità e ha allontanato la depressione.

Nonostante tutto quello che ha passato, vive comunque una vita normale, anche se ovviamente non dimentica il passato. Mora è stato condannato per bancarotta, evasione fiscale e favoreggiamento della prostituzione. Nell’intervista con Giletti ha anche rivelato dei particolari sulla vita che si conduce in carcere, che è molto dura. Mora ha detto di aver trascorso 13 mesi in isolamento totale.

Il passato in carcere da incubo

Lele era rinchiuso in un cubicolo nel carcere di Opera ed era tenuto sotto controllo, non lo perdevano di vista. Ha passato l’estate in quello spazio stretto, anche con 40 gradi d’estate e non c’era neanche un ventilatore o un fornello per cucinare. Come cibo mangiava solo tonno e la verdura e la frutta li teneva nello stesso lavandino che usava per lavarsi.

Per evitare che potesse compiere atti autolesionistici c’era una finestra senza vetri e con doppie sbarre. Se in estate il caldo era terribile, in inverno si arrivava a zero. Gli venne fornito un piumone solo dopo che lo psichiatra fornì il certificato. Di recente ha annunciato di avere un cancro tra i polmoni ed i reni. Di quello che è stato ha detto di non avere rimpianti.

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