Waves Abbey Road J37 Tape

J37 è un plug-in realizzato da Waves in collaborazione con Abbey Road per l’emulazione del registratore a nastro Studer J37, un quattro tracce da 1” che ha firmato molte delle registrazioni degli studi londinesi tra il 1965 e l’arrivo degli 8 piste nel 1969.
I modelli sono realizzati su tre formule di nastro, realizzate da EMI tra l’inizio degli anni ’60 e ‘70: EMI Tape 888, 811, 815.
L’interfaccia di J37 è una sorta di interpretazione in chiave moderna dell’hardware, con tanto di rappresentazione animata del movimento delle bobine.
I controlli che consentono di agire in maniera sostanziale sul carattere della compressione e sulla risposta in frequenza della macchina sono selezione della formula, velocità del nastro e bias.
Il passaggio da 7.5 IPS a 15 IPS garantisce una risposta in frequenza più estesa e lineare.
Nel primo caso, infatti, il software riproduce il comportamento dell’hardware attenuando sensibilmente le frequenze sopra i 12 kHz.
A 15 IPS la risposta è estesa a 20 kHz, superando quella originale (15 kHz da manuale Studer, 18 kHz secondo quanto dichiarato nel manuale del plug-in).
Tale caratteristica permane anche variando la formula del nastro, la cui modifica determina ciò che succede, in termini di frequenze, nella parte centrale dello spettro.

EMI 815 è il modello più lineare, per quanto è bene tenere presente che ci troviamo all’internodi un dominio in cui la linearità è relativa.
Indipendentemente dalle impostazioni, infatti, la macchina enfatizza le frequenze tra 1 kHz e 4 kHz.
Il modello di nastro utilizzato non modifica tanto ciò che accade in questo range, quanto ciò che avviene spostandosi verso l’alto e il basso.
Il modello 815 offre una risposta lineare sotto 1 kHz e attenua le frequenze sopra i 4 kHz nell’ordine di 2 dBFS
(come detto, la curva è comunque determinata dal valore di IPS quando saliamo sopra i 12 kHz).
Per comprendere il grado di enfatizzazione dell’intervallo 1 kHz-4 kHz, invece, basta considerare che la differenza di livello tra i 300 Hz e 2 kHz rientra in 1.5 dBFS.
Con il modello 888 troviamo una più marcata attenuazione sopra i 4 kHz (entro i 3 dBFS), mentre il comportamento rimane lineare sotto 1 kHz.
811 applica una maggiore attenuazione sotto 1 kHz.
Volendo tradurre queste cifre, EMI 815 è la soluzione che offre la migliore risposta sulle alte ed enfatizza in maniera
meno evidente le medie tra 1 kHz e 4 kHz.
888 ha un carattere più vintage e scuro, mentre 811 porta sensibilmente in primo piano tutto ciò che troviamo tra 1 kHz e 4 kHz.
Considerazioni simili possono essere fatte sul fronte della distorsione armonica, che non è solo quella generata naturalmente dai circuiti, ma anche quella introdotta dallo stadio di saturazione.
815 rappresenta dunque il suono più trasparente, 888 e 811 due variazioni di suono più colorato.
Oltre le specifiche, le armoniche introdotte sono comunque sempre dispari.

Bias e modelli di emulazione delle tracce chiudono il quadro per quanto riguarda la definizione globale del suono.
Nel primo caso, l’azione enfatizza il contenuto intorno agli 80 Hz e sopra i 14 kHz.
I modelli realizzati da Waves sono stati definiti sulle tracce numero due e tre delle macchine presenti ad Abbey Road, per cui la scelta tra queste due emulazioni è rimasta a disposizione dell’utente.
Le combinazioni possibili variano per plug-in mono e stereo, poiché nel secondo caso è possibile utilizzare modelli differenti per traccialeft e right.

Non spaventi l’assenza di una funzione di calibrazione automatica, in quanto Wow e Flutter sono controllati via Rate e Depth, con il secondo impostabile su Off o sul valore 0 qualora non ci si voglia avventurare in regolazioni fini della macchina.
In questo secondo caso, il plug-in lavora applicando i valori medi registrati da Waves sulla macchina originale.
Un ulteriore controllo agisce su Noise Level.
La descrizione dell’effetto di questi parametri sul suono esula dai fini del test, in quanto le variabili in gioco sono infinite.

La firma d’autore lasciata da Waves sul plug-in è rappresentata da un’emulazione di delay analogico che può funzionare in modalità Slap, Feedback o Ping Pong delay in Insert o Send/Return.
Nel secondo caso, il segnale diretto è rimosso dall’output, che riproduce solo quello processato.
Il tempo di delay varia da 1 ms a 2000 ms, con un valore di default pari a 184, cioè la distanza tra testina di registrazione e riproduzione.
Il delay può essere sincronizzato con il BPM ma, dato il limite di 2 s, al di sotto di 120 BPM non potremo selezionare
1/1.
Il livello di delay può essere impostato indipendentemente per canale destro e sinistro, con funzione di link.
Filtri HP (16.1 Hz–21.357 Hz) e LP (21.203.9 Hz–16 Hz) possono essere applicati al segnale processato.

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