AresGate, Antonio Zequila vuota il sacco: “Sono tutte baggianate, non esiste nessuna setta…”

Antonio Zequila

Antonio Zequila dice la sua sull’AresGate

Senza ombra di dubbio Antonio Zequila è stato uno dei protagonisti indiscussi della quarta edizione del Grande Fratello Vip. L’ex gieffino dopo essere stato nella casa più spiato d’Italia è stato chiamato da SuperGuida Tv per dare un’opinione alla nuova stagione del reality show condotto da Alfonso Signorini.

L’attore ha espresso il suo punto di vista parlando del possibile flirt tra Pierpaolo Pretelli ed Elisabetta Gregoraci, ma anche del cosiddetto AresGate portato alla luce un paio di settimane fa da Adua Del Vesco e Massimiliano Morra. Er Mutanda ha asserito di conoscere benissimo Alberto Tarallo, ex padron dell’Ares Film affermando di essere un uomo buono e che non esiste assolutamente nessuna setta. Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa ha dichiarato il professionista.

L’attore campano difende Alberto Tarallo

Il giornalista di SuperGuida Tv ha chiesto ad Antonio Zequila che idea si è fatta di Massimiliano Morra e Adua Del Vesco all’interno della casa del Grande Fratello Vip 5. A quel punto l’ex gieffino ha rivelato di conoscere molto bene Alberto Tarallo che è stato anche il suo agente diversi anni fa.

Secondo Er Mutanda è una persona che ha iniziato dal nulla e che è riuscito a mettere su delle produzioni abbastanza importanti. “Tutte le persone che hanno parlato male di lui devono chiedergli scusa e dovrebbero solo ringraziarlo per il fatto di aver contribuito a renderli famosi. E’ stato sempre corretto nei miei confronti ed è anche un uomo molto simpatico. Gli sono solidale”, ha dichiarato l’ex naufrago dell’Isola dei Famosi.

Antonio Zequila nega la presenza di una setta alla Ares Film

E a proposito di sette e AresGate venuto fuori nella prima settimana di programmazione del Grande Fratello Vip 5, Antonio Zequila ha detto la sua. Intervistato da SuperGuida Tv, l’attore campano ha ribadito che sono tutte baggianate.

Ci sono consuetudini che sono sempre esistite nel mondo dello spettacolo. E’ sempre esistito il sofà del produttore, il do ut des e c’è sempre stato uno scambio tra attori e produttori. Chi fa questo lavoro sa che esiste un mercato. Chi vuole accettare accetta altrimenti decide come me di fare un percorso di sacrifici. Dopotutto io sono diventato famoso a 42 anni”. In poche parole, c’è chi si adatta e chi non si adatta a tali compromessi. Quindi, stando a Er Mutanda nessuno all’Ares Film veniva obbligato a fare qualcosa che non voleva.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!