Rob Papen Predator: Sintetizzatore Virtuale

Rob Papen Predator

Rob Papen Predator, già dalla sua prima apparizione, suscitò l’interesse di molti.
Il motivo è semplice; non si trattava dell’ennesima ricreazione di un sintetizzatore analogico in sottrattiva e nemmeno di un sintetizzatore complesso e misterioso dalle potenzialità tutte de scoprire.
Era invece un sintetizzatore sincero, dalla timbrica convincente, facile da usare e completo dal punto di vista della programmabilità.
L’attuale versione, polifonica a 16 voci, include 3 oscillatori, 3 filtri, 4 inviluppi, 3 LFO, una sezione di modulazione, una sezioni effetti e un arpeggiatore.
L’autorizzazione avviene tramite numero di serie e Rob Papen è oltremodo amichevole poiché fornisce, a costo zero, una seconda licenza per dare la possibilità di autorizzare il pacchetto su un secondo computer.

L’interfaccia grafica di Predator si fa apprezzare per la sua chiarezza e la sua sobrietà.
Tutti gli elementi grafici sono ben equilibrati e privi di fronzoli.
Non è propriamente compatta poiché prende per intero lo spazio disponibile di un monitor con risoluzione 1024×768 che è tipica, per esempio, degli LCD 4:3 da 15” dei portati di qualche anno fa, ma questa scelta
va a tutto vantaggio dell’operatività.
La quasi totalità dei parametri è disponibile sullo stesso pannello.
Di menu a scomparsa non c’è ombra.
I tre oscillatori prendono il quarto superiore sinistro del pannello e ognuno dispone di una ricca selezione di parametri.
Le forme d’onda disponibili sono 128 e comprendono modelli analogici, additivi e spettrali.
Sono disponibili generatori di rumore rosa e bianco.
Il fatto che le forme d’onda siano ben 128 fa già capire quanto Predator non sia solo una emulazione di un sintetizzatore in sottrattiva bensì una macchina pensata per generare timbriche molto dissimili tra di loro.
Ogni forma d’onda ha un controllo di simmetria e può, negli oscillatori 2 e 3, operare in modo libero o in sync.
Ogni oscillatore ha un controllo PWM al quale è abbinato un parametro speed.
Spread funge da moltiplicatore ed è utile a far suonare l’oscillatore in modo instabile.
Immancabili sono i controlli di tune (a semitoni), di fine tune (in centesimi di tono) e di volume.
Ogni oscillatore è dotato di un sub oscillatore per cui è possibile, per esempio, creare dei bassi densi e profondi.
Gli oscillatori 2 e 3 dispongono anche di modulatori ad anello.

Gli oscillatori 1 e 2 possono inviare o meno il segnale generato alla sezione di filtraggio, al contrario del terzo che è collegato direttamente al filtro.
È possibile attivare o disattivare ogni singolo oscillatore.
La sezione di filtro comprende due filtri in cascata.
Il primo filtro, quello principale, è multimodo e fornisce 27 modelli di filtri, ognuno dei quali comprende controlli relativi a frequenza di taglio, risonanza, inviluppo, key tracking, LFO, velocity e modulation wheel.
C’è anche un controllo che determina l’intensità della distorsione pre-filtro, la quale può operare in modo smooth o
edgy (morbido o spigoloso).
Anche il secondo filtro è multimodo ma è dotato di soli due controlli: frequenza di taglio e risonanza/pan.
L’inviluppo del filtro è a cinque stadi e la sezione LFO include parametri di speed, selezione della forma d’onda e
altro ancora.
Sempre all’interno della sezione di fi ltraggio (e questa è una incongruenza dettata dalla necessità di far stare tutto in una singolo pannello) c’è una sezione di inviluppo d’ampiezza, anch’essa a 5 stadi, la quali comprende anche il controllo di volume generale nonché di pan.
La sezione inferiore dello strumento, caratterizzata da un colore diverso, contiene parametri di editing più raffinati. Per creare timbriche generaliste, ci si può virtualmente limitare a operare sulla sezionesuperiore mentre quella inferiore è dedicata alla programmazione avanzata.

La prima sezione è dedicata al pitch modulation LFO.
I parametri sono quattro: Amount, Amount Control (connesso alla selezione della destinazione), Speed (determinabile in Hz) e Waveform.
Per ultimo è disponibile un pulsante di attivazione/disattivazione del sync.
Segue una sezione denominata Free ed è parte del cuore della matrice di modulazione dello strumento.
Questa comprende due inviluppi e due LFO.
A ognuno dei due inviluppi e dei due LFO è possibile associare una destinazione.
Al primo inviluppo ed al primo LFO è anche possibile associare un controller in tempo reale.
Per tutti questi parametri è disponibile un controllo di Amount.
Tutti gli inviluppi così come gli LFO sono dotati di ben 70 modulazioni.
Vi è poi un’altra matrice di modulazione che comprende otto slot, ognuno dei quali può contare su 40 sorgenti e 70 destinazioni.
Anche qui sono presenti singoli controlli di Amount.
E non è fi nita!
È infatti presente una terza piccola matrice di modulazione costituita da due soli slot.
Immancabile è la sezioni effetti.
I processori disponibili sono tre e operano in serie.
Ogni processore dispone di 27 algoritmi che vanno dal delay, al riverbero, al chorus.
Ogni algoritmo è dotato di specifici parametri di editing che possono

Fin dalla sua prima apparizione, Predator è stato promosso come uno strumento dedicato alle produzioni dance-oriented con un’enfasi per l’arpeggiatore, il cui layout è estremamente limpido: dopo una breve occhiata è possibile essere già operativi.
Gli step disponibili sono 16 e il range va da 1 a 4 ottave.
Le modalità di generazione delle sequenze possono essere di tipo up, down, up/down, down/up, random, ordered, reverse ordered, ordered up/down, ordered down/up, chord e modulation mode.
Ogni step ha selettori per le modalità on/off, Tie, Slide, Tune, Velocity e Free.
Sono disponibili molte altre funzioni che rendono questo arpeggiatore il modello a cui tutti i synth virtuali dedicati alla musica dance dovrebbero ispirarsi.

Predator ha in dotazione più di 4.400 preset creati da Rob Papen stesso e da altri insigni sound designer quali
Ian Boddy e Junky XL.
La varietà è estrema e la qualità abbastanza uniforme.
All’atto del caricamento è necessario selezionare prima il banco e successivamente il preset.
Ogni banco, come ormai da convenzione, è costituito da 128 preset.
Gli insaziabili saranno contenti di sapere che ogni preset è dotato di quattro variazioni ed è possibile effettuare il morphing tra due preset.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!