Tiziano Ferro confessa: “Mi facevano cambiare i vestiti perché sembravo troppo gay” (FOTO)

Tiziano Ferro ospite in collegamento a Domenica In

Lo aveva annunciato leui stesso e Mara Venier sui propri canali social. Tiziano Ferro è tornato ospite a Domenica In aprendo il suo cuore e confessando a 360 gradi. Il noto cantante si è espresso a favore della legge contro l’omofobia che agli inizi del prossimo anno dovrà essere approvata in Senato.

Una legge che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sta facendo ferro e fuoco per ostacolarla e non farla passare. Ma andiamo a vedere nello specifico cos’altro ha dichiarato Ferro. (Continua dopo il post)

 

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Il cantante doveva cambiarsi gli abiti per non sembrare omosessuale

Intervenuto in collegamento con Domenica In, Tiziano Ferro ha detto che una legge contro l’odio serve assolutamente. “La manipolazione, l’odio, la segregazione, l’dio, la discriminazione io glielo lasciavo fare perché pensavo che me lo meritassi. Quando fai una regola la percezione nei confronti di quella cosa cambia. A molte persone mancano i punti di riferimento, dall’azione forzata si arriva poi alla comprensione”, ha tuonato il cantante nella trasmissione di Mara Venier.

Il professionista, inoltre, ha ricordato anche quando è diventato un cantante conosciuto in tutto il mondo e quando, in aeroporto, il suo team lo costringeva a cambiarsi di abito. Infatti il ragazzo doveva indossarne alcuni più maschili perché secondo loro sembrava troppo gay. “C’erano delle riunioni su di me e il tema principale era ‘sembra troppo gay’. Mi facevano rivestire una volta arrivato in aeroporto con vestiti ritenuti più maschili”, ha detto l’uomo.

Tiziano Ferro traumatizzato

Nel corso della lunga intervista a Domenica In, Tiziano Ferro ha detto che per anni ha sofferto moltissimo. “Questo crea dei traumi che segneranno per sempre la vita. Per me è stata una delle cose che ho voluto condividere, è importante dire che non è giusto così”, ha dichiarato il professionista.

Quest’ultimo ha vissuto un senso di manipolazione e violenza psicologica che non rimane meno grave di quella fisica. “C’è bisogno di una legge contro l’odio perché l’odio è anche quella di provare a denigrare una persona che sta lavorando”, ha concluso l’interprete di ‘Rosso Relativo’.

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