Non accetta né veti, né discussioni troppo lunghe. Saranno veramente in arrivo le "turboriforme"
E’ solo questione di metodo

Non era ancora entrato per la prima volta al Quirinale, che già il neo eletto Presidente della Repubblica era causa di un acceso dibattito. Al centro delle polemiche non era il nome, perché a quanto pare incontra i gusti di tutti, ma era una questione di metodo.

Il giorno delle elezioni è ormai storia, ma dalle poltrone bianche di uno dei salotti politici più importanti di RAI 1, il Presidente del Consiglio lancia una nuova “provocazione”, annunciando l’adozione di un decreto legge con il quale verrà disposta la trasformazione delle banche popolari, ma solo quelle di grandi dimensioni, in Spa. Tutto ciò troncando ogni possibile margine di discussione con la questione di fiducia. Tralasciando le posizioni più estreme di chi grida già al golpe, le opinioni più moderate convergono, nuovamente, sulla medesima questione di metodo.

Dai contenuti assenti alla nuova critica

Per anni abbiamo assistito ad un “apparente” immobilismo. In campagna elettorale, ogni partito si è sempre proposto con agende piene delle riforme di cui il nostro paese avrebbe avuto bisogno, ma dopo ogni legislatura la percezione dei risultati era veramente desolante. Malgrado questo, è normale che un governo vada vanti per la propria strada, così come lo è per l’opposizione, quindi è giusto che ci sia dissenso. Ma oggi non più per i contenuti o il rispetto degli impegni presi con i cittadini, ma il metodo; non si criticano le scelte, ma il metodo con cui vengono portate avanti.

Piccola considerazione finale

Sembrava che gli italiani non facessero altro che pregare per la venuta di un leader che avrebbe saputo guidare il paese fuori da questa situazione economica poco invidiabile, ma nel momento in cui quest’ultimo opta per posizioni forti sembra non stare più bene a nessuno.
Inoltre, l’arrivare al punto in cui la discussione sulla “sostanza” passa in secondo piano rispetto a quella della “forma” dovrebbe far riflettere, anche solo il tempo necessario per domandarsi se tutta questa discussione non nasca dalla paura che una totale accondiscendenza garantirebbe troppo poco consenso elettorale, necessario soprattutto in un’ottica di possibili elezioni anticipate, ma soprattutto se questa classe politica, che al momento sembra produrre solo discussioni sul “nulla”, sia ciò di cui si ha bisogno.

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