Festival di Sanremo 2021 a rischio, cantanti in protesta: “Se apre al pubblico scendiamo in piazza”

Festival di Sanremo 2021 a rischio
Festival di Sanremo 2021

In questi giorni c’è grosso fermento dietro l’organizzazione del Festival di Sanremo 2021, sta di fatto che la competizione canora pare sia a rischio. Il conduttore Amadeus, in una precedente intervista, ci ha tenuto a far sapere che il Festival si farà e si svolgerà nella maniera più normale possibile.

Ad ogni modo, le cose stanno gradualmente cambiando, in quanto l’impatto che alcune notizie hanno avuto sulla società risulta davvero forte e inatteso. Molti personaggi del mondo dello spettacolo, infatti, stanno animando delle proteste.

Perché il Festival è a rischio

Tra gli argomenti che sembrano mettere maggiormente a rischio il Festival di Sanremo 2021 vi è la presenza del pubblico in sala. Amadeus vorrebbe tanto consentire agli spettatori di avere accesso al teatro, tuttavia, è opportuno fare delle considerazioni. Da mesi, purtroppo, cinema, teatri e molte altre attività sono chiuse a causa del Covid. Per tale ragione, fare uno strappo alla regola solo per permettere la realizzazione del Festival sembra davvero una scelta ingiusta.

A tal proposito, hanno fatto sentire la loro voce molte persone appartenenti al mondo della cultura e dello spettacolo. L’attrice Manuela Kustermann, ad esempio, ha detto che se a Sanremo verrà concesso l’accesso al pubblico, il popolo dovrebbe scendere nelle piazze a protestare perché non sarebbe affatto giusto. Sulla vicenda sono intervenuti anche alcuni cantanti, come ad esempio Renzo Arbore.

Cosa pensano alcuni cantanti di Sanremo 2021

Quest’ultimo ha detto che per non mettere ulteriormente a rischio il Festival di Sanremo 2021 non si dovrebbe concedere la presenza del pubblico. Il programma dovrebbe svolgersi in modo parecchio atipico, cosa che sicuramente Amadeus e Fiorello saranno in grado di gestire. Al Bano Carrisi, invece, ci è andato giù in modo un po’ più pungente. Il cantante di Cellino, infatti, ha detto che fare un Festival con tutte queste restrizioni non sarebbe giusto, pertanto, forse è il caso di spostare la competizione a quando ci saranno tempi migliori.

Definitivamente accantonata, poi, sembra essere l’ipotesi di reclutare gli spettatori su di una nave da crociera per tutto il periodo di durata del programma e nei 10 giorni precedenti. Amadeus, nel frattempo, si è trincerato dietro un rigoroso silenzio. Martedì prossimo ci sarà una riunione tra il direttore Stefano Coletta e la Commissione di Vigilanza Rai per capire in quale direzione cominciare a remare.

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