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Beyond Mastering, a Conceptual Guide

Strano mondo quello della tecnologia musicale: centinaia e centinaia di testi tecnici e quasi mai un libro che racconti cosa c’è dietro una scelta o un’esperienza di lavoro.
Non si parla mai di filosofia o di semplice modo di pensare.
Ci pensa, fortunatamente, Steve Turnidge con un libro di gradevolissima lettura, che passa con naturalezza dal lavoro come mastering engineer, con consigli molto preziosi e logici, alle considerazioni personali frutto di anni di lavoro e relazioni a tutto tondo nel mondo della musica.
Ne esce uno spaccato di questo mondo che è reale e che fornisce quelle risposte a domande tanto semplici ma complesse nella risposta.
Non è un testo tecnico, ma le soluzioni che offre ai problemi tecnici nel mastering lo pongono come uno dei primi libri da leggere.
Non è neanche un racconto o un romanzo, anche se si percepisce chiaramente un andamento temporale nelle questioni quotidiane del business della musica.

L’indice può dare un’idea: la prima parte parla di mastering, anche dal punto di vista tecnico, con forti considerazioni sull’aspetto espressivo di questa fase di lavorazione.
Già si introduce il capitolo delle relazioni interpersonali.
La seconda parte, Beyond Mastering, entra negli aspetti personali e filosofici dell’essere un mastering engineer.
La terza è quasi una lezione di vita, ovviamente secondo l’esperienza dell’autore.
Talvolta i paragrafi non sono affatto interessanti, raccontando episodi che potevano tranquillamente essere omessi, ma globalmente l’operazione è riuscita e va a coprire quel buco che c’è tra la tecnologia e il pensiero umano più nobile.
Uno psicologo potrebbe prenderlo a esempio per comprendere quanto la musica sia anche espressività spalmata dalla tecnologia.
Per menti intelligenti che cercano provocazioni, idee, spunti e conferme

S. Turnidge, Elsevier,
244 pp, inglese
$24,99

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